Ora l’Europa «spinge» l’Auto

Non è più solo il Brasile il vero motore di Mirafiori. Torna la «Campagnola»

nostro inviato a Torino

Sorpassare definitivamente come vendite in Europa il gruppo Renault; raggiungere al più presto l’eccellenza qualitativa della Toyota (sarà proprio con i giapponesi la prima sfida dell’anno: Bravo e Auris si affronteranno a giorni nel segmento delle auto medie); l’annuncio entro giugno di nuovi accordi, mentre si rafforza la partnership con Tata a cui Torino ha garantito il supporto tecnico per la vetturetta indiana a basso prezzo. All’inizio dell’anno l’agenda di Sergio Marchionne è già piena di appunti. Ma quello che sta più a cuore all’ad della Fiat è la promozione all’esame del rating e il ritorno del Lingotto all’«investment grade». Il verdetto delle agenzie è legato ad alcuni esami, il primo dei quali (i risultati annuali e del quarto trimestre, abbondantemente positivi) è stato superato. Le attese, ora, riguardano l’impatto che la nuova Fiat Bravo avrà con il mercato. In pratica, il gruppo dovrà dimostrare di non essere «Grande Punto-dipendente». Gli scrutini, dunque, vanno avanti con la lentezza che caratterizza le analisi delle agenzie e l’esito dovrebbe arrivare tra qualche mese, una volta diffusi i conti del primo trimestre 2007. «Non c’è modello che non faccia margini», ha ricordato recentemente l’ad, mettendo le mani avanti. Lo scorso anno, intanto, Fiat Auto ha venduto circa 2 milioni di vetture nel mondo (per l’esattezza 1,98 milioni), mentre per la Grande Punto le consegne sono state 344mila a fronte di una raccolta ordini di 351mila unità. Il mancato raggiungimento delle preventivate 360mila vetture sarebbe da addebitare, secondo il Lingotto, alle incertezze causate dal tira e molla di fine anno del governo sugli incentivi. Per il 2007, comunque, Marchionne è determinato a raggiungere 360mila immatricolazioni per il suo best-seller, grazie anche al fatto che, dal quarto trimestre 2006, a condizionare positivamente i risultati dell’Auto sono anche le attività europee e non più solo quelle brasiliane. La decisione di riorganizzare la divisione di Mirafiori, che dal primo febbraio si chiamerà Fiat Group Automobiles e non più Fiat Auto, con la nomina ad amministratori delegati dei capi dei quattro marchi, per ora non lascia preludere a uno spin-off del settore o a scambi azionari tra il singolo marchio e altre case. Anche se «tecnicamente sarebbe possibile».
Infine una curiosità: dopo aver riscoperto la 500 e alla vigilia del lancio della Bravo, il Lingotto si prepara a rimettere sul mercato la «Campagnola». Avrà il marchio Iveco e il telaio della spagnola Santana. Si chiamerà Massif.\