Ora l’«extra» è un affare

La Angelo Costa ha creato una rete di 5mila «negozi» per servizi agli immigrati

da Milano

L’«extra», cioè l’extracomunitario come lo chiamano gli addetti ai lavori, è diventato un «target», cioè un soggetto economico che conta nella realtà italiana. E con cui si possono fare affari, puliti, che soddisfano gli interessi di tutti. E non si tratta solo dei lavori che gli «extra» stanno facendo ormai in modo insostituibile in molti settori (dall’assistenza agli anziani, alle pulizie nei condomìni, alla manovalanza nell’edilizia e nell’agricoltura, alla fornitura di manodopera nell’industria), ma di tutta l’attività finanziaria e di servizi che gira intorno al mondo degli immigrati.
E il gruppo Angelo Costa, agente italiano di Western Union, in pochi anni ha registrato un vero boom con una rete di oltre 5mila negozi di money transfer, di cui 4mila in Italia, con un ritmo di cento nuovi negozi al mese. Le sole commissioni raccolte ammontano a 100 milioni di euro l’anno. Al gruppo fa capo anche l’Isi, con un rete di oltre mille centri che oltre al trasferimento di denaro offrono anche altri servizi agli immigrati, come spedizioni, telefonia, servizi finanziari e assicurativi in partnership con Western Union, Dhl, Eutelia, Fastweb e banche popolari. Terza «gamba« sui cui si regge il gruppo (dopo il money transfer e Isi) è Isi Media, un’editoriale che pubblica 16 testate etniche per un totale di 250mila copie mensili, un portale dedicato all’immigrazione con 1,7 milioni di pagine visitate al mese e un notiziario radiofonico trasmesso da dieci emittenti. Infine c’è una concessionaria di pubblicità, Isi Etnocommunication, con cui pianificano società come Telecom, Peugeot e, naturalmente, Western Union.
E la Angelo Costa è diventata anche un interessante osservatorio per capire il fenomeno immigrazione: basti pensare che i «corridoi finanziari» con America latina e Africa sono stati soppiantati come importanza da quelli verso l’Est Europa e il gruppo si è subito riposizionato acquisendo licenze Western Union per Polonia e Paesi baltici, oltre a una società agente in Romania.