Ora l’inchiesta si allarga

Hanno rischiato di saltare, almeno in parte, per un black out, per un banale guasto elettrico da riparare. Invece alla fine si sono svolti come previsto ieri a palazzo di giustizia i primi interrogatori di garanzia del gip Roberto Fucigna per tre delle cinque persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sulle mense scolastiche ed ospedaliere coordinata dal pm Francesco Pinto. Inchiesta da cui emergono nuovi fatti curiosi come quello relativo a un tassista genovese che sembrerebbe essere impegnato nel ruolo d’intermediario per un appalto nel settore petrolifero in Libia.
Il tassista, originario della Toscana ma residente a Genova, nel corso delle conversazioni viene anche indicato come «il libico». Secondo quanto si legge nelle considerazioni dei finanzieri l’uomo «ha numerosi contatti col mondo politico ed imprenditoriale che non risultano essere giustificati dalla sua professione. E, in ambienti giudiziari, si vocifera dell’allargamento dell’inchiesta a nuovi filoni di indagini.
Ieri mattina, a bordo dei furgoni della polizia penitenziaria sono arrivati l’ex braccio destro del sindaco di Genova Stefano Francesca ed i due ex consiglieri comunali dei Ds Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni. Due di questi sono detenuti nel carcere di Marassi e uno nella casa circondariale di Pentedecimo. Francesca, Casagrande e Fedrazzoni sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione ed alla turbativa d’asta. Il primo a salire dal gip è stato l’imprenditore Roberto Alessi che ha risposto alle domande fino alle 13.20. Il suo interrogatorio proseguirà comunque lunedì in carcere. Bocche cucite, da parte dei legali. All’uscita dalla stanza del gip il difensore, Renzo Vitale del foro di Milano ha solo detto che l’interrogatorio è stato secretato. A difendere Alessi è anche l’avvocato Andrea Sighieri del foro di Genova.
Sono stati poi interrogati nel pomeriggio gli ex consiglieri comunali diessini Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni. Per Fedrazzoni, assistito dall’ avvocato Ernesto Monteverde, l’interrogatorio è durato fino a sera. Entrambi gli interrogatori saranno secretati. Assistito dai difensori, Casagrande la settimana scorsa, prima dell’arresto, era già stato sentito per oltre 17 ore dal pm Francesco Pinto, titolare dell’inchiesta. Casagrande aveva spiegato la sua conoscenza con Claudio Fedrazzoli, ex consigliere comunale diessino, a sua volta arrestato, rivelando che era stato l’amico a presentargli Roberto Alessio, l’imprenditore di Vercelli, come uomo molto vicino alla Curia, definito dai magistrati «il corruttore». «In particolare - aveva spiegato Casagrande - Alessio mi riferì il proposito di partecipare alla gara di prossima indizione per la ristorazione scolastica del Comune di Genova». L’appalto consisteva in 26.000 pasti al giorno. Nel corso poi di un incontro avvenuto al ristorante Saint Cyr, nel centro cittadino, Alessio si dichiarò disponibile a dare un contributo di 20.000 euro per la campagna elettorale di Marta Vincenzi. «Nel contempo - ha aggiunto Casagrande - chiese un nostro interessamento, di trasmettergli in tempo la bozza preliminare del bando di gara».
Da ieri mattina in tribunale c’era anche Stefano Francesca, arrestato e detenuto a Marassi, ma per esigenze di tempo il suo interrogatorio è slittato a questa mattina. Sempre per oggi è fissato l’appuntamento con il gip per Giuseppe Profiti, l’ex vicepresidente dell’ospedale Galliera e attuale presidente del Bambin Gesù di Roma.