Ora il Leoncavallo freme per pagare l’affitto

Quattro giorni a muso duro. Poi si vedrà: lunedì 22 scade l’ennesima ingiunzione di sfratto per il Leoncavallo e gli autonomi alzano la voce, tornando a chiedere al Comune tempi brevi per quello che hanno definito come «un piccolo atto urbanistico» che porrebbe fine alla vexata quaestio di via Watteau. Il «piccolo atto» consisterebbe, invero, nell’offrire alla società Cabassi, proprietaria dello stabile di zona Greco, la possibilità di esercitare, tramite atto urbanistico, i propri diritti edificatori altrove e stabilire per il centro sociale di corrispondere un affitto per l’uso dei locali finora occupati. L’affitto, per dirla con Daniele Farina, portavoce dello spazio autogestito dovrà essere «importante ma simbolico» data le dimensione dello stabile e l’occupazione ormai leggendaria. L’accordo fra le parti sarebbe già stato raggiunto ed ora dopo decenni gli autonomi vogliono fare in fretta e sono pronti a «sistemare i conti»: ieri in via Marino, sede dei gruppi consiliari, è stato presentato, come da tre anni a questa parte, il Bilancio sociale 2007 con entrate per 622.557,97 euro e uscite per la stessa cifra. Fra queste, costi di messe a norme e interventi strutturali per 70mila euro che andrebbero a coprire il costo dell’affitto. Poi la stoccata di Francesco Rizzatti, capogruppo Pdci a Palazzo Marino che ipotizzare che il Sindaco abbia le mani legate per un diktat del ministro Ignazio la Russa. Piccate le reazioni alla boutade: «È intollerabile che un portavoce di un centro sociale si permetta di fare appunti ad un ministro e pretenda di dettare i tempi al Comune per regolarizzare una posizione fuorilegge», ha detto il vicesindaco Riccardo De Corato. «Gli esponenti del Leoncavallo non hanno intenzione di chiudere col passato e nessuna dimestichezza con la legalità».