Ora il maltempo rallenta il passaggio dei migratori

Una primavera che tarda ad arrivare: qualche impennata della temperatura che poi ridiscende, come nella prima parte dell'ultimo week-end, con una situazione termica sotto la norma stagionale. Gli uccelli, al di là del calendario, cercano di farsi strada tra le nuvole verso i lidi della nidificazione, ma il centro-nord Europa, colpito da rilevanti inondazioni, sembra ancora inospitale per i giochi d'amore, tanto da far rimanere fino a qualche giorno fa nel lago di Pusiano, vicino all’isola dei Cipressi, uno stupendo esemplare di casarca, sceso fino alle nostre latitudini per questo inverno veramente ritornato a essere tale come 30 anni e più del secolo scorso.
La casarca, specie sia migratrice sia stanziale, è distribuita su un areale che comprende l'Europa orientale, l'Asia e, in via eccezionale, alcune zone dell'Africa nord orientale. Il maschio presenta un piumaggio rosso-ruggine, con anello a metà collo e capo sfumato verso il bianco; le ali presentano una barra verde-blu e, in volo, risultano più chiare nella parte inferiore. Le zampe sono grigio-nerastre e la coda è nera. L'esemplare femmina è simile al maschio con un segno bianco sulla faccia che copre l'attaccatura del becco e la zona degli occhi. Le casarche formano coppie stabili che vivono in gruppi adattandosi facilmente ai vari ambienti anche se preferisce zone ricche di acqua dolce e le coste marine riparate. Va alla ricerca di lumache, molluschi, piccoli pesci, germogli, bacche e sementi che trova lungo le rive di ruscelli, fiumi e stagni. La femmina depone 8-10 uova in anfratti delle rocce o di vecchi alberi e le cova, protetta dal maschio, per circa 30 giorni.