Ora Marchionne «guarda» al 2008

L’amministratore delegato: «Andamento in linea con gli annunci»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Venezia

Nel giorno in cui il marchio Lancia si prepara a sfidare il mercato europeo con nuovi prodotti e obiettivi ambiziosi (300mila vetture l’anno da produrre entro il 2010, di cui il 60% destinate all'estero rispetto al 20% attuale), l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, fa capire di essere ormai nella parte finale del nuovo piano industriale e finanziario del gruppo. Il documento, che delineerà le strategie del Lingotto dal 2008 in avanti, sarà infatti presentato alla comunità degli analisti all'inizio di novembre, dopo che il cda del 26 ottobre avrà approvato i dati del terzo trimestre 2006. «L'andamento è in linea con quanto detto in passato - ha affermato ieri il top manager - e a novembre vedrò gli analisti per un aggiornamento del piano industriale e l'annuncio dei target al 2008».
L'incontro di novembre sarà anche l'occasione per presentare alla comunità finanziaria una Fiat ancora più forte, grazie al riacquisto della partecipazione del 29% che Mediobanca ha nel Cavallino. E in proposito Marchionne ha detto di attendere dal condirettore generale di Piazzetta Cuccia, Renato Pagliaro, la disponibilità per una riunione. Entro il 30 settembre, infatti, le parti hanno concordato di definire le modalità del rientro della quota Ferrari da Milano a Torino. E sempre nelle prossime settimane, da quanto si è capito, potrebbero esserci sviluppi anche sull'1,8% di Mediobanca, vincolato al patto di sindacato, detenuto da Fiat. «Cosa succederà lo vedrete quando lo annunceremo, la decisione è già stata presa “intellettualmente”. Aspettiamo di trovare un accordo con i nostri partner», ha risposto l'ad della Fiat a proposito della possibile dismissione della quota.
A Venezia, dove ieri si sono concluse le manifestazioni ufficiali per i 100 anni della Lancia aperte lunedì sera dal presidente Luca di Montezemolo, Marchionne ha legato il futuro della marca fondata un secolo fa con quello dell'Alfa Romeo. Lo sviluppo di Lancia e Alfa, infatti, procederà parallelamente: per i due brand, il primo simbolo dello stile italiano e il secondo della sportività, è stato progettato un network commerciale comune. Il piano permetterà a ciascuno dei due marchi di vendere 300mila veicoli entro il 2010. Lancia, in particolare, si avvarrà della nuova Delta Hpe, in vendita nella prima parte del 2008 con l'obiettivo di immatricolarne almeno 60mila unità l'anno. La vettura, anche se ancora a livello di concept, è stata mostrata in anteprima ieri al teatro La Fenice insieme alla rinnovata Ypsilon. E se per Lancia si fa strada il ritorno di un modello che si rifà alla vecchia Fulvia e lo sbarco su nuovi mercati (Russia, Scandinavia, Giappone e Inghilterra), il ritorno di Alfa negli Usa è verosimile nel 2009. Marchionne, però, non perde di vista Maserati e le sue parole non nascondono un certo ottimismo sul futuro del Tridente: «Sono sicuro che nel 2007-2008 ricomincerà a guadagnare. Le novità sono alle porte: il cambio automatico per la Quattroporte e il nuovo Coupé atteso il prossimo anno».
Fonti industriali hanno infine confermato l'indiscrezione pubblicata dal Giornale sulla volontà della Fiat di entrare nel segmento delle vetture a basso prezzo. Il modello, come anticipato, sarà prodotto entro fine anno nella fabbrica Tofas (la joint venture tra Fiat Auto e gruppo Koc) di Bursa, in Turchia. Dovrebbe costare circa 6mila euro e sarà indirizzata agli automobilisti dei Paesi in via di sviluppo. La «low cost» italiana farà parte della famiglia Albea (l'ex Siena).