Ora il Milan teme un complotto dell’Uefa

«Non ho paura di arbitri sfavorevoli ma del poco tempo avuto per prepararci per la Stella Rossa». A sorpresa non convocato Maldini

Gian Piero Scevola

E adesso il Milan ha paura della Champions. Sembra una battuta, perché proprio nella coppa più prestigiosa i rossoneri hanno scritto pagine epiche e indimenticabili, ma qualcosa di strano serpeggia nella mente del Diavolo. Già il fatto di essere considerati «sorvegliati speciali» da parte dell’Uefa, non è granché bello; essere poi accusati di aver danneggiato l’immagine del calcio in Europa, è un peso enorme sulle spalle degli uomini di Carlo Ancelotti. Perché allora non pensare che l’Uefa, dopo averci fatto un favore, voglia riprenderselo, magari con gli interessi? Che il Milan in campo europeo si sentisse bistrattato, è un fatto assodato e basta andare con la memoria alla semifinale col Barcellona, al gol annullato a Shevchenko per non si sa che cosa e allora si riesce a capire come, malgrado l’attivismo del club di via Turati, non tutto giri per il verso giusto a Nyon.
E ipotizzare arbitri particolarmente fiscali (con i rossoneri ovviamente) nelle due partite con la Stella Rossa Belgrado, non sarebbe un peccato di presunzione. Arbitri anti Milan, insomma, per far fuori il club che avrebbe compromesso l’immagine del football in Europa. Fantacalcio? No, solo cattivi pensieri che devono però indurre i tifosi a qualche riflessione: bandire i cori offensivi, per non dire dei lanci di bengala e mortaretti perché a San Siro arbitro e delegato Uefa saranno particolarmente attenti e critici con tutto quanto è rossonero. Salvo poi magari chiudere un occhio al ritorno nel Crvena Zvezda di Belgrado, dove ai novantamila scatenatissimi tifosi serbi sarà permesso tutto, o quasi.
Consapevole del pericolo a cui va incontro, sull’argomento ha voluto tornare anche Carlo Ancelotti. «Sul piano politico, per quanto riguarda il Milan, ha già risposto il presidente Berlusconi - ha affermato il tecnico rossonero -. Certo è che le motivazioni addette dall’Uefa lasciano molto perplessi. Però la storia del Milan è conosciuta da tutti e noi vogliamo continuare a giocare la Champions. Il clima per l’Italia non è buono, ma per fortuna poi c’è il campo». Conferma Pirlo: «Certamente non fa piacere essere trattati così». Resta il campo dove per Ancelotti il Milan dimostrerà di essere fatto di un’altra pasta rispetto a quanto pensano i massimi dirigenti dell’Uefa: «Si va a giocare finalmente. E quando si giocherà queste diventeranno tutte chiacchiere».
Qualcuno può aver pensato che il precedente di Marsiglia, quando il Milan decise di far tornare la squadra negli spogliatoi perché si era spento un riflettore, possa aver pesato, ma la risposta di Ancelotti è secca: «Marsiglia è preistoria». Così come, sulla possibilità di avere arbitri sfavorevoli, Ancelotti si dà alla diplomazia senza però riuscirvi compiutamente, perché la smorfia sul delicato argomento è eloquente: «Non temiamo arbitraggi contro. Quella dell’Uefa è un’uscita fuori luogo. Quanto alla Stella Rossa, è una squadra molto impegnativa, soprattutto perché arriva all’appuntamento con giocatori già avanti nella preparazione. È un avversario da temere, anche perché noi abbiamo troppo poco tempo per prepararci da qui al preliminare».
È la difesa a destare qualche preoccupazione con una sorpresa: non c’è Maldini tra i 25 nomi inviati all’Uefa per la doppia sfida con i serbi. Quella vista all’opera nell’amichevole a Lecco dovrà affrontare i serbi il 9 e il 22, ovvero Brocchi, Costacurta, Favalli e Jankulovski, ma con ben altra sostanza. Ancelotti ha sottolineato il carattere di Costacurta: «Ecco perché a quarant’anni gioca ancora: perché ha l’entusiasmo e le motivazioni di un ventenne». In sintonia anche Alberto Gilardino e Clarence Seedorf: «Il 3-0 della Stella Rossa non deve far paura. Bisogna tenere la guardia alta perché è una partita delicata e dobbiamo essere pronti, con la giusta mentalità».