Ora a Monterosso è caccia aperta al killer dei gatti

Dopo numerosi avvelenamenti è scattato l’allarme alla Asl e una denuncia sarà fatta oggi ai carabinieri A Genova piccoli di piccione murati vivi in via Pozzo

Hanno assistito alla loro agonia e ora vogliono giustizia. Per quei poveri gatti, ma anche per i volontari che da anni lavorano e spendono denaro proprio per assisterli. Elena, residente a Monterosso, nelle Cinque Terre, è profondamente amareggiata per quanto sta accadendo in questi giorni nel piccolo borgo di levante. «Noi avevamo una colonia di gatti qui, in via Zuecca - racconta Elena -. Una quindicina in tutto, animali ben curati e tutti sterilizzati, che facevano anche parte del paese. Ma che evidentemente non tutti amavano». Infatti due notti fa alla porta di casa di Elena ha suonato un’altra volontaria con in braccio un gatto tremante e spaventato. «Uno di quei quindici che aveva un aspetto orribile - continua la donna -. Era stato avvelenato e chi ha visto un gatto morire avvelenato non potrà mai dimenticare il dolore di questa bestiola. Gli abbiamo subito fatto una puntura antiveleno, come prescritto dal veterinario, ma non ce l’ha fatta ed è morto». Con lui altri tre gatti hanno fatto una brutta fine, tutti avvelenati.
«Siamo andate la mattina dopo a vedere la colonia ed era dimezzata - continua Elena - oltre i quattro gatti morti ne mancano almeno altri tre o quattro. Così abbiamo chiamato gli uffici tutela animali della Asl 5 della Spezia e domani (oggi ndr) andremo a sporgere denuncia ai carabinieri perché chi ha commesso queste atrocità non la passi liscia». Un fatto grave è accaduto anche a Varazze, dove alcuni passanti hanno trovato una scatola con due gattini abbandonati e disidratati che sono stati affidati alle cure dell’Enpa.
Ma nel mirino non ci sono soltanto i gatti. A Genova, per esempio, alcune decine di piccioni appena nati sarebbero morti di fame intrappolati nelle nicchie di un muraglione da una serie di grate sistemate la scorsa settimana da alcuni operai.
La denuncia è stata fatta ieri dalla associazione Gattofili genovesi, che, dopo essere stata avvertita da alcuni residenti, ha verificato la strage di volatili. Il muraglione si trova in via Pozzo e dà su via Dassori, nel quartiere di Albaro. Mercoledì, una squadra di pompieri chiamata da alcuni residenti ha cercato di liberare i piccioni ma soltanto uno, a quanto sembra, era ancora vivo. «Alcune mamme - ha denunciato stamani (ieri ndr) Maria Trocchia, responsabile dell’associazione - ci hanno raccontato lo strazio dei loro bambini, che hanno visto i piccoli piccioni sbattere ripetutamente contro le grate prima di morire. Ieri sono stati anche chiamati i vigili del fuoco che hanno smurato le grate ma solo un piccolo piccione è stato trovato vivo». L’intervento di chiusura dei barbacani profonde cavità nei muri che servono per i deflusso dell’acqua è stato realizzato dal Comune di Genova nell’ambito della campagna di contenimento della popolazione dei piccioni. «I barbacani sono profondi fino a 5 metri, quindi i tecnici non si sono accorti della presenza dei nidi - ha spiegato l’assessore uscente Roberta Morgano -. Siamo dispiaciuti, anche perché in più di un’occasione abbiamo deciso di posticipare i lavori proprio per consentire agli animali di portare a termine la cova e svezzare i piccoli».