«Ora Musso vota contro il programma che ha sostenuto»

(...) gli annunci di sindaco e assessori, e si abusa di date di inizio lavori, sempre posticipate. «La giunta dimostra di non saper scegliere le priorità», tuona Musso, che non rinuncia al suo ruolo di oppositore di Marta Vincenzi. Smonta anche la classica scusa della «mancanza di risorse» sempre usata dall’amministrazione per scaricare sul governo anche colpe che non ha.
Il problema è che il Musso senatore finisce per fare la stessa cosa quando si trova in aula a Palazzo Madama. E ormai vota contro Berlusconi su qualsiasi cosa. L’ultimo episodio, ieri. Quando il collega senatore Giorgio Bornacin lo ha colto con le mani sui tasti «sbagliati».
Che fa Bornacin, spia Musso e vìola la sua privacy?
«Ma se ho davanti il tabellone con le lucine! E quando si accendono verdi, rossi e blu il collega Musso sceglie sempre un colore diverso da quello della maggioranza».
È grave?
«Senza dubbio ormai è un fatto consolidato. Stamattina (ieri, ndr) lo ha fatto con regolarità. Ha sempre votato con Fli, anzi con quel che resta di Fli».
Ma è anche vero che ormai non nasconde la sua indipendenza.
«Dipende da cosa si vota. Perché stavolta Musso ha votato contro il governo anche sul federalismo. Su un ordine del giorno della maggioranza addirittura ha votato contro come il Pd».
È all’opposizione. Si sapeva, no?
«Il problema è che in questo caso mica si votava sul processo breve, o sulla questione morale. Difficile buttarla su Ruby anche quando c’è di mezzo il federalismo. E il federalismo era nel programma di governo, quello per il quale Musso si è presentato, per il quale è stato nominato senatore. Anzi, quel programma che il collega dice non essere attuato abbastanza».
Ha fatto qualche dichiarazione di voto? Ha spiegato le sue scelte?
«Non in aula. E fuori, beh, ormai non ci salutiamo neanche più. Credo non abbia molto gradito le mie recenti dichiarazioni».
Quelle sul veto alla ricandidatura a sindaco.
«Credo che nessuno, dentro il Pdl abbia intenzione di candidarlo. Ero stato proprio io a dire che in politica non si può mai dire mai, ma adesso è impensabile».
Eppure la sua battaglia anti-Vincenzi sembra quasi rinvigorita?
«Credo che con il sostegno di Fli non vada molto lontano, tra l’altro noto che anche all’interno della sua Fondazione Oltremare sta perdendo consensi».
La domanda gliela rifaccio: davvero mai dire mai? E se ammettesse di aver sbagliato gli credereste?
«In molti dal Fli stanno rientrando, dopo essersi resi conto che l’uscita non serviva per essere la “terza gamba” della maggioranza ma per fare un’opposizione antiberlusconiana. Proprio adesso l’occasione per rientrare c’è. Ma se Musso volesse coglierla, non sarebbe un problema mio. Certo che più passa il tempo, più la cosa si fa difficile».
Il Musso che boccia il federalismo proprio non è compatibile?
«Veramente Musso non ha bocciato un bel niente. Perché è passato tutto con 34 voti di scarto. La sua voglia di distinguersi non è neppure servita».