Ora la Nano costa troppo poco E Tata pensa di alzare il prezzo

da Milano

Ratan Tata è a un bivio: rimetterci di tasca propria, pur di mantenere il prezzo della Nano a 2.500 dollari, oppure ritoccare verso l’alto il listino della vettura che, a questo punto, non sarebbe più la più economica sul mercato. Tutta colpa dell’impennata dei prezzi delle materie prime che sta costringendo il settore a ridimensionare stime e strategie. A ottobre cominceranno le consegne della Nano in India e una decisione non tarderà ad arrivare. Tata, però, per non deludere le attese ed evitare problemi di immagine, potrebbe optare per questa soluzione: mantenere a 2.500 dollari il listino della versione base, quella ultraspartana della Nano, e spingere verso l’alto quello della più accessoriata. Per l’industriale di Mumbai non è un problema facile da risolvere: in India il caro-vita è sempre più palpabile e i listini delle auto sono cresciuti del 3,5% a fronte di un’inflazione che veleggia oltre il 10 per cento. E sempre nello sconfinato Paese asiatico i prezzi dell’acciaio hanno subito un rialzo del 40-45% e la stessa tendenza, secondo gli osservatori, riguarderà presto anche la plastica e i derivati del petrolio. La Nano, intanto, si prepara a debuttare in Italia, anche se solo per essere guardata da vicino, con la possibilità di provare a salirci sopra per verificare lo spazio interno. Sarà infatti il Motor Show, in programma a Bologna dal 5 al 14 dicembre, la seconda vetrina europea del modello la cui anteprima mondiale è avvenuta al Salone di New Delhi a gennaio. La presenza della Nano a Bologna sarà uno dei fiori all’occhiello della rassegna organizzata da Promotor International. Ma dovranno passare ancora due anni prima di vedere l’attuale super low cost (è da vedere se sarà tale anche a dicembre) in giro per le strade d’Europa.
La Nano, infatti, dovrà essere messa nelle condizioni di superare i severi e sempre più stringenti test di omologazione per rientrare nei parametri Ue a livello di sicurezza e di emissioni. Un’opportunità in più per sfruttare la cooperazione di Tata con Fiat.