Ora Napoli è nelle mani dei violenti Un quartiere isolato per due giorni

da Napoli

Nella Beirut d'Europa, anche ieri ci sono stati assalti alla polizia e ai carabinieri, ai vigili del fuoco e alle ambulanze ma, anche cronisti e cameramen. A Pianura, a Pozzuoli, nella frazione di Monterusciello, e a Quarto oltre 40 mila abitanti sono rimasti isolati senza rifornimenti per 48 ore. I dimostranti hanno seminato il terrore dato ancora una volta alle fiamme bus, cassonetti e, soprattutto, tonnellate di spazzatura, che hanno sprigionato altra diossina nell'aria. Comandano loro, questi teppisti appartenenti alle frange estreme dei Centri sociali e dell'area anarchica, non solo napoletana ma, anche pugliese. E poi, gli ultra' del Napoli, residenti a Pianura e nell'area flegrea, frequentatori di quella Curva A dello stadio San Paolo, che hanno nel loro Dna, l'odio dichiarato verso le divise.
Dopo la folle notte di lunedì, i raid si sono ripetuti in pieno giorno, nel pomeriggio e in serata. Ci sono anche due arresti ma è troppo poco: i delinquenti sono a migliaia e da troppi giorni restano impuniti. Contro le forze dell'ordine hanno lanciato molotov, pietre e pali di ferro. A Monterusciello, raid nel pomeriggio: un bus di linea è stato dato alle fiamme, una volante della polizia è stata assalita: due poliziotti sono finiti all'ospedale. Un delinquente, che aveva sradicato un palo della segnaletica e con quello assalito gli agenti, è stato fermato.
Dopo due giorni di isolamento, per Quarto è arrivato il giorno della liberazione. Il popoloso centro ha la sfortuna di confinare con la discarica di Contrada Pisani. Le forze dell'ordine questa volta hanno mostrato i muscoli: con una pala meccanica e qualche lacrimogeno, si sono liberati del blocco umano, mettendo fine a quello che il sindaco ha definito «il sequestro di oltre 40 mila persone». Ma c’è anche l'altra faccia della protesta, quella civile che nulla ha a che vedere con i teppisti. La gente di Pianura, le donne, i bambini, gli anziani, ha continuato il suo presidio pacifico davanti alla discarica. All'ingresso di Contrada Pisani, hanno steso un striscione: «La camorra non siamo noi, il nostro tumore siete voi». Accanto le foto di Prodi, Sassolino, Pecoraio Scanio e Iervolino.
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