«Ora non dite che abbiamo sbagliato acquisti»

Nonostante la sconfitta Galliani elogia i rossoneri: «Flamini, Dinho e Zambrotta i migliori. E l’anno scorso si perdeva senza mai fare un tiro in porta...»

da Milano
C’è modo e modo di perdere. E la prima battuta d’arresto di questo Milan sembra non preoccupare più del dovuto l’entourage rossonero. Insomma i fantasmi della scorsa stagione - la miseria di 31 punti raggranellati nelle 18 partite davanti al proprio pubblico - sembrano essere un ricordo lontano, se non nel risultato quantomeno nella forma. «Abbiamo giocato un primo tempo sui livelli dell’anno scorso, con le stesse sofferenze delle partite casalinghe. Ma nella ripresa si è intravisto un Milan diverso, che in prospettiva può giocare molto bene e ottenere ottimi risultati», l’analisi di un accigliato, ma non troppo, Carlo Ancelotti. «È stata una partita strana e atipica: siamo a inizio campionato e queste sorprese possono capitare. Abbiamo attaccato per novanta minuti e siamo stati puniti nelle uniche due circostanze di lucidità del Bologna. Ma anche dal punto di vista fisico non potevamo fare di più». E la mente torna a quei 20 minuti iniziali del secondo tempo dove - sulla spinta di un inedito 4-2-3-1 e delle giocate a ritmo di paso-doble di Ronaldinho - i rossoneri hanno messo alle corde i rossoblù. «L’inizio della ripresa - prosegue Ancelotti - è stato ottimo, con Ronaldinho che ha giocato molto bene e con continuità l’intera gara. È normale che quanti più giocatori di qualità scendono in campo, maggiore deve essere il sacrificio di tutti per non subire continui e improvvisi ribaltamenti. State tranquilli e abbiate fiducia di questo Milan: se si gioca bene alla fine i risultati arrivano. E noi abbiamo dimostrato di poter giocare un ottimo calcio», la chiosa ad una partita che - dopo il pareggio di Ambrosini e le numerose palle gol dilapidate a inizio secondo tempo - nessuno si aspettava di perdere.
Tocca così al patron Silvio Berlusconi cercare di tranquillizzare un ambiente ancora sotto choc per la sconfitta. «Il presidente ha fatto i complimenti ai giocatori del Bologna, e ci ha fatto coraggio, dicendo che capita di perdere partite così. Ma era contento del gioco che abbiamo espresso», rivela più di un rossonero all’uscita dagli spogliatoi. E - nonostante tutto - parole di elogio per questo Milan arrivano anche dall’ad Adriano Galliani: «Accettiamo a malincuore questo risultato, ma non c’è niente a che vedere con lo scorso campionato quando perdevamo senza mai fare un tiro in porta. Dobbiamo solamente rivedere qualcosina nella fase difensiva». Anche sulla campagna acquisti, che in molti hanno definito geniale solamente nella scelta dei grandi nomi ma non nell’effettivo valore dei nuovi arrivi, Galliani ha qualche sassolino da togliersi. «Difficile che si possa dire che abbiamo sbagliato la campagna acquisti - spiega -: Ronaldinho, Zambrotta e Flamini sono stati i migliori in campo».
All’elenco di Galliani, manca solo Shevchenko, rientrato in fretta e furia dalla negativa avventura londinese. Ma quando Sheva ha riabbracciato i suoi tifosi, quei due anni passati al Chelsea tra poco campo e tanta panchina, sono svaniti come d’incanto: 60mila persone a cantare e applaudire per il figliol prodigo, mentre lui in un angolo del rettangolo di gioco si scaldava con i compagni. «Devo ringraziare i tifosi, che mi hanno riservato un’accoglienza fantastica. Proprio non me l’aspettavo, a fatica sono riuscito a trattenere le lacrime», racconta Shevchenko, al quale sono mancate solamente un po’ di fortuna e la freddezza dei tempi passati, per benedire con un gol il suo ritorno a Milano. «Antonioli è stato bravissimo: sono molto dispiaciuto, ma la prossima volta andrà diversamente perché questo Milan ha dimostrato di saper giocare molto bene e di poter creare molte occasioni».