ORA NON SIAMO PIÙ SOLI A COMBATTERE

C’è una buona notizia. Non siamo più soli nella difesa totale e incondizionata dell’arcivescovo Bagnasco dalle scritte, dalle minacce, dalle aggressioni verbali e soprattutto dai silenzi genovesi. Fra l’altro, sinceramente, fra tutte queste cose, quelli che mi fanno più paura sono proprio i silenzi. Meno pericolosi dal punto di vista dell’ordine pubblico, certo. Ma molto più pericolosi dal punto di vista della statura etica, morale, civile, di una città.
Nei giorni scorsi, ad esempio, vi abbiamo raccontato di come non condividevamo affatto la scelta di La Repubblica-Il lavoro di ospitare interventi e articoli che minimizzavano le scritte anti-Bagnasco e abbiamo dato atto al sindaco Pericu di averci fatto sapere che lui solidarizzava con l’arcivescovo. Però. Però è rimasto un po’ d’amaro in bocca sul fatto che quella solidarietà non sia mai stata messa su carta intestata, che il Comune utilizza abbondantemente. E che ha usato, ad esempio, pochi giorni dopo per partecipare al dolore per la morte dell’ex vescovo di Siena Castellano, in quanto parente dell’assessore Anna Castellano. Per carità, giustissimo. Ma, forse, valeva qualcosa anche Bagnasco. E anche dagli altri enti locali è stato tenuto un profilo un po’ troppo (...)