Ora la nuova scena italiana riparte da tre

Premesso che il palcoscenico italiano non gode di ottima salute, che il presidente Ciampi ha sollecitato il ripristino delle trasmissioni televisive di prosa, che il teatro contemporaneo in circolazione è per lo più anglosassone, e su e giù per lo Stivale si tende a non lasciare spazio agli autori italiani dei nostri giorni, è una boccata di ossigeno la «Vetrina italiana con ospite» che il teatro Politecnico apre questa sera (e fino al 20 novembre) sulle «proposte per un repertorio del teatro italiano vivente».
«L’intento è di additare ai palcoscenici gli autori meritevoli d’oggi, che purtroppo hanno vita difficile nel nostro Paese - spiega Mario Prosperi, regista e direttore artistico del Politecnico -. Ma se un teatro è vivo, lo è grazie ai suoi autori contemporanei. L’amore per i classici e la grande tradizione sono giusti, ma non devono e soffocare la creazione drammaturgica».
In questa nuova edizione della «Vetrina» tornano due autori ormai habitué del Politecnico: la torinese (ma romana di adozione) Maricla Boggio e il siciliano Michele Perriera. L’«ospite» è invece Rossella Or, romana, che presenta una originale interpretazione dell’Uomo senza qualità di Musil.
Apre il programma una prima assoluta: La sorpresa di Natale di Maricla Boggio (11-16 ottobre), una commedia diretta da Fortunato Calvino, con le musiche di Antonio Di Pofi. Un testo vivace e profondo, che suscita riflessioni a partire da tematiche dei nostri giorni quali la fragilità nell’affrontare la vita e l’effimero che distrae dai veri valori. Protagonisti sono infatti una coppia tra i 30 e i 40 anni, impegnata a scartare regali inutili e costosi la notte di Natale, un neonato che il marito trova vicino ai cassonetti dell’immondizia, una immigrata che si presenta dopo che la coppia ha trovato il bambino. La donna, senza permesso di soggiorno e senza lavoro, esprime in un certo senso la capacità d’amare che marito e moglie non hanno, presi dall’impulso a interpellare un assistente sociale o il tribunale.
«Io per lui voglio un’altra vita, ecco perché ho scelto voi: ho capito che siete buone persone»: sono queste le parole della donna, che avviano la trama verso un finale positivo.
«Il teatro, rappresentato o letto, offre un momento di comunicazione irripetibile tra attore e pubblico - sottolinea Boggio, autrice di oltre 50 testi e docente di Drammaturgia per registi all’Accademia Silvio D’Amico -. Dà un apporto vitale alla persona, perché non è possibile vivere senza comunicare, stando da soli. Invece c’è chi si rifugia nelle chat, chi ricorre alla droga, chi si dedica unicamente al lavoro. Tutte queste persone nascondono un disagio, una sfiducia nella vita e nel prossimo. Ma la forza del teatro, ripeto, è la metafora: è rinviare a un di più che ci arricchisce».
Diverso il secondo spettacolo della rassegna: Pugnale d'ordinanza di Michele Perriera. Si tratta di un dramma sulla relazione tra due donne. «È un giallo onirico basato su rapporto complesso, pieno di specchi e rimandi», osserva Perriera, direttore della Scuola di teatro palermitana Teates. «I miei modelli? Trovo dei maestri insuperabili in tutta la storia del teatro, dalla Grecia all’epoca elisabettiana, al Novecento. Amo poi Montale, Landolfi, Gadda così come stimo Consolo e Tomasi di Lampedusa. Tutta la mia produzione vuole indagare le ambiguità e i problemi dell’anima». Pugnale d'ordinanza sarà al Politecnico dal 18 al 23 ottobre. Infine, in prima assoluta il lavoro di Rossella Or Presente sarà in scena dal 15 al 20 novembre.
Politecnico, via Tiepolo 13/a. Biglietti interi 15 euro, ridotti 10 euro. Per informazioni: 06.3219891-3611501.