Ora al Palio spunta anche l’ombra del doping

La Procura di Siena vuole vederci chiaro negli otto casi di «non negatività» emersi dai controlli antidoping di rito svolti prima del Palio del 16 agosto scorso. Per questo lunedì, il giorno della corsa, la Guardia Forestale di Siena, su disposizione del sostituto procuratore Mario Formisano ha sequestrato l’esito delle analisi fatte in occasione della «previsita» precedente all’ultimo Palio, eseguita da prassi sull’intero lotto dei cavalli selezionabili. Nell’occasione otto cavalli risultarono «non negativi» e dunque furono esclusi dalla selezione per la corsa. Secondo quanto stabilisce l’apposito Protocollo del Comune di Siena, i proprietari dei cavalli che risultano positivi ai test antidoping vengono esclusi dai contributi comunali e radiati dall’Albo. Non è una novità assoluta: cinque casi si registrarono anche in occasione del Palio di luglio. Si parla di «non negatività» perchè il metodo «Elisa», usato dal laboratorio dell’Università di Pisa convenzionato col Comune di Siena, individua la sola presenza o meno di sostanze non consentite, senza specificare se si tratti di residui passivi, o - se attivi - in quale quantità. Le provette delle analisi erano state inviate in forma non ufficiale da parte del Comune anche all’UnireLab di Milano che, usando invece il metodo e gli standard della Federazione Equestre Internazionale, stabilisce la positività solo se le sostanze vietate sono presenti in misura superiore al livello consentito. Un metodo dunque che determina solo la presenza di certe sostanze, diversamente dall’altro che ne specifica la quantità. Questi secondi riscontri hanno scagionato i proprietari degli otto cavalli, ma solo informalmente: la discolpa può arrivare solo dalle controanalisi delle provette inviate a Pisa, che i proprietari devono richiedere entro cinque giorni dalla comunicazione delle analisi di prima istanza. A differenza di quanto avviene altrove, non viene punita la positività al doping successiva alla prestazione, ma la «non negatività preventiva»: i proprietari possono discolparsi successivamente attraverso le controanalisi, ma intanto i cavalli non partecipano al Palio. «Solo il sospetto dell’uso di sostanze dopanti sui cavalli per noi è sufficiente ad escluderli dalla corsa - ha detto oggi il sindaco Maurizio Cenni -. Siamo assolutamente tranquilli, avendo rispettato fino in fondo le norme previste dal Protocollo, e pronti a dare la nostra completa collaborazione. Nessuno ci ha informato su quale sia l’indagine per cui sono state acquisite le analisi, aspettiamo di conoscere le cause che hanno portato il pm Formisano a richiedere l’acquisizione di questi atti». Tra le ipotesi sulle ragioni dell’intervento della magistratura, quella relativa a verifiche sulla violazione della legge 189/2004 che considera il doping una forma di maltrattamento degli animali. Ma, in attesa delle controanalisi ufficiali, l’esito delle analisi informali svolte parallelamente presso UnireLab scagionerebbe i proprietari dall’accusa.