Ora il partito del premier è senza avversari

SCENARIO Lo schieramento di Tusk è favorito, ma potrebbe tornare in campo il temuto Jaroslaw Kaczynski

La Polonia è un Paese sotto choc. La catastrofe che ieri a Smolensk ne ha decapitato i vertici di Stato, ha gettato la nazione in un’apnea in cui, però, già ci si interroga sull’eredità e il dopo Kaczynski. La grottesca coincidenza della tragedia con l’anniversario del massacro di Katyn - che 70 anni fa falcidiò il fior fiore dell’intelligentsia polacca - trova il suo parallelo nello scenario politico nazionale.
A prendere le redini del potere, in veste di capo di Stato, è il maresciallo del Sejm (presidente del Parlamento) Bronislaw Komorowski. Ironia della sorte, Komorowski è anche il candidato del partito liberale Platforma Obywatelska alle presidenziali del prossimo autunno, nonché il principale sfidante dello stesso Lech Kaczynski, che avrebbe corso per conquistare un secondo mandato. Ex dirigente di Solidarnosc, nelle primarie di Piattaforma civica - il partito liberale del premier Donald Tusk -, Komorowski si è imposto con il 68,5 per cento delle preferenze, contro il 31,5 per cento del ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski.
A poche ore dalla morte del presidente, Tusk ha convocato una sessione straordinaria del Gabinetto dei ministri. Mentre, in base a quanto previsto dalla Costituzione polacca, le elezioni dovranno essere convocate entro due settimane e dovranno svolgersi entro un massimo di due mesi dall’annuncio ufficiale. Al più tardi entro giugno, quindi. Ma l’incidente di Smolensk, già ribattezzato una «seconda Katyn» per la Polonia, ha stravolto gli assetti della lotta politica nel Paese.
Con la morte del presidente Kaczynski, il partito d’opposizione Legge e giustizia perde anche il suo candidato alla poltrona di capo di Stato. Stessa situazione per il partito di centrosinistra Alleanza democratica di sinistra, che nell’incidente aereo di ieri perde il suo candidato, il vicepresidente del Parlamento Jerzy Szmajdzinski.
Azzoppando i conservatori, la tragedia potrebbe cinicamente giocare a favore del partito del premier Tusk. Sul tavolo di Kaczynski giacevano leggi in attesa della sua firma che ora Komorowski è pronto a sfruttare per incassare popolarità. Approverà di sicuro, dicono gli analisti, la legge per cancellare il controverso «Istituto per il ricordo nazionale», voluto dai gemelli Kaczynski per scovare politici, burocrati e giornalisti collusi con l’ex polizia segreta di epoca sovietica. Un’iniziativa che scatenò una vera e propria caccia alle streghe e di cui il popolo non è mai andato fiero. Anche il capo dell’Istituto, Janusz Kurtyka, era sull’aereo di Smolensk.
La Piattaforma civica, quindi, potrebbe avere la strada spianata verso la presidenza. Sempre che non scenda in campo Jaroslaw Kaczynski. In questo caso la campagna elettorale si giocherebbe tutta all’ombra della tragedia nazionale e il «gemello terribile», rimasto solo, potrebbe facilmente inasprire i toni del confronto politico anche in nome del fratello martire della patria.
Da Varsavia si materializzano già appelli all’unità, alla solidarietà, al dialogo politico dai toni più pacati. «È morta l’élite del nostro Paese» ha commentato l’ex presidente e leader di Solidarnosc Lech Walesa, per anni criticato e avversato proprio da Kaczynski.
Non manca, in queste ore, chi è sicuro che la tragedia riunirà i polacchi, «come successe dopo la morte di Giovanni Paolo II». La domanda, tuttavia, è se e per quanto tempo «potranno bastare le forti emozioni e la buona volontà», in politica soprattutto.
Sull’onda dell’emozione oggi l’obiettivo principale è ricomporre la scena politica nazionale, recentemente caratterizzata da un clima avvelenato, e di dare vita ad un vero dialogo. La speranza è che dopo questa catastrofe si possa tornare ad un’idea di solidarietà, Solidarnosc appunto, di cui la Polonia sembra avere davvero forte bisogno.