Ora perfino le denunce sono difficili

Alessia Marani

Le denunce on-line? Un mezzo flop. Quelle in tempo reale? Quasi impossibile presentarle nei commissariati e distaccamenti centrali di Roma. A «denunciarlo», compatti, sono i maggiori sindacati di polizia che lamentano la scarsa «operatività» degli uffici denunce dei distaccamenti che fanno quadrilatero attorno alla stazione Termini e l’Esquilino.
A farne le spese, soprattutto, i tanti turisti (troppi) quotidianamente preda di scippatori e borseggiatori lungo le vie del centro storico o sui mezzi pubblici della Capitale. «Visto che il posto di polizia di piazza dei Cinquecento è chiuso da un pezzo - spiega Cesario Bortone, segretario regionale del Sap - chi deve sporgere denuncia viene dirottato al vicino commissariato Viminale oppure direttamente in Questura. Il paradosso è che in via di San Vitale, cuore logistico, gli agenti a disposizione del pubblico dovrebbero essere una decina per assicurare un servizio aperto 24 ore su 24, di fatto sono la metà o anche meno. Non basta. Manca l’interprete, le file sono lunghissime e imbarazzanti. Molti, alla fine, spazientiti, desistono. La polizia dovrebbe essere tutt’altro».
«Gli uffici denunce - aggiunge Nicodemo De Franco, Silp-Cgil - funzionano a ranghi ridotti con un organico ridotto all’osso. Una situazione non più sostenibile». Concorde Pierluigi De Rosa, segretario provinciale Uil - Da nove mesi l’ufficio della Questura funziona a fasi alterne. Così non si può andare avanti». «La Questura di Roma ha in organico 6.500 agenti dislocati in via di San Vitale e nei vari commissariati periferici - spiega Domenico Pianese, segretario nazionale del Coisp - per far funzionare a dovere i vari uffici mancano tra i 1000 e i 1300 agenti. Ma non si può non ricordare che a Roma, ci sono altri 13.000 poliziotti che non dipendono funzionalmente dalla Questura ma che potrebbero essere usati per potenziare determinati uffici». Su tal punto si fa ancora più esplicito De Franco secondo cui «è scandaloso che ogni domenica si riescano a trovare 3-400 agenti da inviare allo stadio per un business privato mentre non si riescono a reperire poche risorse al servizio del cittadino».
Se per Saturno Carbone, segretario provinciale del Siulp, «è necessaria un migliore razionalizzazione delle risorse», per i due segretari provinciali della Fsp-Ugl, Cristiano Leggeri e Massimo Nisida, «l’ufficio denunce della Questura patisce problemi di risorse ma anche di disorganizzazione». La consap punta il dito anche contro l’innovativo sistema delle denunce on-line. «Avrebbe dovuto facilitare il lavoro del poliziotto - afferma Francesco Paolo Russo -, invece ha finito per complicare le cose. Il cittadino, infatti, dopo aver compilato il modulo su internet deve formalizzare la denuncia entro 24 ore recandosi in un ufficio di polizia. Un superlavoro per i pochi agenti presenti che devono raccogliere le normali denunce e far fronte a quelle “esterne”».
Mezzi obsoleti, pochi uomini, l’impossibilità a «coprire» tutti gli obbiettivi sensibili (si pensi, appunto, al presidio alla stazione Termini che avrebbe dovuto funzionare da avamposto anche contro qualsiasi minaccia terroristica): «Siamo alle prese con la classica storia della coperta corta - dicono i sindacalisti - per cui da qualunque parte tiri, c’è qualcosa che ne resta fuori». Non ultimo il problema del 113. Troppe volte cittadini hanno lamentato le difficoltà a prendere la linea con un operatore. Spesso, soprattutto nelle ore serali, trascorrono preziosissimi minuti d’attesa prima di poter chiedere soccorso.
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