Ora una pianta annienta le zanzare

Milano - Una speranza per dire addio alle zanzare. Il rimedio? Non l’ennesimo spray più potente e micidiale di quelli che già esistono in commercio. Ma una verde, naturale e «innocua» pianta dal nome che sembra magico: Catambra.
La storia del «nuovo repellente» ha inizio otto anni fa quando Giovanni Ambrogio, un intraprendente vivaista di Leno, un paese nel cuore della campagna bresciana, viene chiamato sul lungo Po cremonese per una «speciale consulenza». In quella zona succedeva un fatto a dir poco singolare: in un luogo che doveva essere l’habitat ideale per gli insetti (la riva di un fiume), in realtà di insetti non si vedeva neanche l'ombra. E tutti si domandavano come mai. Il signor Ambrogio, che di piante è davvero appassionato ed esperto, s'incuriosisce e va a dare un'occhiata: «Non c'erano né zanzare né mosche», ricorda. Torna sul posto più volte: niente. Alla fine, decide di andare a fondo nella faccenda e parte in quarta. Raccoglie le piante della zona, le numera e le manda a esaminare al centro sperimentale di Sanremo. L'esito non lascia dubbi. «Fra tutte, una conteneva un'altissima dose (quattro volte tanto quella delle altre) di un repellente per insetti volanti a 6 zampe: il catalpolo». Spiegato l'arcano, insomma. Ma non è finita qui. Anzi, siamo solo all'inizio della vicenda. Perché è a questo punto che il signor Ambrogio si mette all'opera: «crea» nuove Catambre attraverso l'innesto (partendo da una pianta selvatica di 2-3 anni appartenente alla stessa famiglia) e «assicura» l'invenzione con tanto di brevetto europeo. E nessuno si stupisce. Perché a Leno e non solo il fantasioso vivaista è già noto per le sue «originali scoperte»: ha svelato il potere ultradolcificante (ben 30 volte più del saccarosio) delle foglie della Stevia rebaudiana, una pianta nativa delle montagne del sud America; ideato una nuova qualità di Guayaba del Brasile dai frutti deliziosi e vitaminici; e brevettato il Gin Pent dalle proprietà benefiche contro malattie come stress, artrite, diabete e problemi di digestione.
Il debutto della Catambra sul mercato avviene lo scorso settembre alla fiera di Padova: in esposizione «esemplari antizanzare» (e antimosche) per tutti i gusti: dalle piante d'appartamento (costo: intorno ai 35 euro) a quelle da balcone, in vaso (alte anche 1 metro e 80) oppure da giardino e viali ancora più imponenti. «Più il tempo passa e la pianta diventa grande (può arrivare a 3,5 metri), più aumenta il suo effetto repellente» assicura il botanico. Certo nessuno può far miracoli. Facile immaginare che la bella Catambra non sia potente ed efficace come lo zampirone. Ma dalla sua ha moltissimi vantaggi. «Non profuma, non fiorisce e non crea allergie ed è facilissima da coltivare: vuole solo acqua abbondante d'estate e, per il resto, non è necessario neanche potarla», spiega l'esperto. Ultimo, ma non meno importante: è ornamentale. Non a caso il successo è stato notevole: «Ne abbiamo date a 10 comuni del bresciano e vanno a ruba: le hanno usate anche in asili nido e case di riposo. E i privati ne hanno fatto incetta». Una curiosità: a breve la specie sarà venduta con all'interno un microchip di controllo a radiofrequenza con database che servirà a monitorarla e capire, tra l'altro, il suo stato di salute.