Ora Di Pietro insulta il Giornale. Mautone nel mirino dei giudici

Le nuove indagini della procura di Napoli puntano sulle attività del
provveditore Mautone, amico di Di Pietro (<strong><a href="/a.pic1?ID=318794">il maestro del &quot;vabbuò&quot;</a></strong>). L'attacco al<strong> <a href="/a.pic1?ID=319005"><em>Giornale</em> arriva via web</a></strong>. A Napoli <strong><a href="/a.pic1?ID=318790">scoppia il partito dei livori</a></strong>

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Napoli - Un’altra inchiesta starebbe per tirare nuovamente in ballo Di Pietro junior e più esponenti dell’Idv. La Dda di Napoli, dopo aver concentrato le sue attenzioni sul «sistema-Romeo», avrebbe cominciato a muovere i primi passi di un filone parallelo. Quello iniziale, incentrato sul sotto-sistema illecito collegato alle attività particolari dell’ex Provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise, Mario Mautone. Sì, proprio lui, l’uomo che Antonio Di Pietro portò con sé al ministero delle Infrastrutture rimuovendolo dall’incarico napoletano non appena seppe (non si è ancora capito da chi) delle prime avvisaglie dell’inchiesta che coinvolgeva lo stesso Mautone e il figlio Cristiano, consigliere provinciale Idv a Campobasso, intercettato mentre a Mautone chiedeva «favori» per persone a lui vicine.

Nelle «nuove» indagini, ancora in fase embrionale, sarebbe dunque finita l’allegra gestione della cosa pubblica da parte di Mautone e il conseguente «sistema di potere illecito» di cui si trova iniziale cenno nel procedimento penale (numero 30624/06) avviato per «verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nei rilevanti e onerosi lavori pubblici in corso d’opera nel bacino idrografico del fiume Sarno, con particolare riferimento alla zona costiera». Tantissimi gli input investigativi e i personaggi sott’osservazione: funzionari pubblici, politici locali, imprenditori, esponenti delle forze dell’ordine (tra cui l’ex questore Oscar Fioriolli). Tra i nomi dell’indagine-bis spunta anche quello di Cristiano Di Pietro, figlio dell’ex pm di Mani Pulite, che al momento risulta non ancora indagato secondo quanto ha riferito ieri il quotidiano Il Mattino (non smentito dalla Procura).

L’inchiesta-bis sul «sistema» del Provveditore avrebbe origini lontane, e se ne trova una timida traccia nell’informativa 15 febbraio 2008 laddove si fa anche cenno a una precedente indagine sul rifacimento del Sarno, riguardante il versante Nolano-San Giuseppe. «È d’uopo rappresentare - sottolinea la Dia - che il ruolo ambiguo del Provveditore (Mautone, ndr) era già emerso in pregresse attività di indagini condotte da questo Centro Operativo nell’ambito del procedimento 14451/03 (...) in relazione ad infiltrazioni della criminalità organizzata nella S.O.A. nazionale Costruttori spa». L’indagine sul «sistema-Mautone» è dunque figlia di più indagini, in parte confluite in quella sul «sistema-Romeo». Scrive la Dia: «Dalle conversazioni registrate sul numero di Mautone è emerso da subito, in modo inequivocabile, un quadro generale nel quale il Provveditore risulta essere al centro di un sistema di potere molto forte e costituisce il volano di una serie di raccomandazioni in tutti i settori pubblici, e in particolare, naturalmente, in quello delle opere pubbliche».

Secondo le prime indiscrezioni l’inchiesta-bis sul «sistema Mautone» avrebbe avuto un’accelerazione con l’ascolto di alcune conversazioni inerenti lotti di opere proprio sul risanamento del fiume Sarno. Tra le più significative quella in cui l’ex provveditore chiede al senatore Formisano di presentare un emendamento alla Finanziaria per un contributo alla «casa per gli anziani». Nell’intercettazione Mautone fa presente al suo interlocutore di insistere sul sociale arrivando «a inserire in graduatoria il nome della città» anche attraverso lo specifico stanziamento di 15-20 milioni di euro «per finanziare un progetto con impatto mediatico positivo» (Formisano, però, si mostra scettico). Quando Mautone si interfaccia telefonicamente con Nello Formisano, è presente il consigliere regionale dell’Idv, Francesco Manzi.

Ulteriori riscontri avrebbero portato gli investigatori a focalizzare l’attenzione su più iniziative «operative» di Mautone mirate a sbloccare fondi pubblici per una serie di «varianti» per orfanotrofi, edifici giudiziari, chiese, caserme, facoltà universitarie, strutture sanitarie. Iniziative messe in crisi con il trasferimento di Mautone a Roma. Illuminante, a tal proposito, la telefonata in cui l’ex provveditore parla con il deputato dell’Idv Amerigo Porfidia (indagato per camorra, si è autosospeso) della necessità di «tenere ben presente le esigenze di continuità», e dunque di rimanere a Napoli. Il 29 luglio 2007 Mautone la mette così: «Deve essere una posizione di voi politici a sostenermi. Noi abbiamo tante cose avviate insieme... ma come si fa... Poi è vero che è interesse mio, ma l’interesse è di tutti».