Ora il posto barca si può trovare on line

Laura Gigliotti

Poter prenotare un posto barca in un porto come si fa per un albergo (incrociando magari l’offerta con la domanda), conoscere in tempo reale le condizioni meteorologiche, informarsi sulle tariffe o su dove sia la farmacia più vicina. Il tutto direttamente dalla propria barca, e ovviamente senza fili. Non è un sogno con «Retidimare», il progetto, supportato dalla finanziaria della Regione Lazio, la Filas, che si basa su una rete di porti con copertura radio Wi-Fi e antenne a bassa potenza e non invasive come quella di Nettuno. È sufficiente associarsi e avere a bordo un computer. Il portale offre siti specializzati per ogni porto associato e un’offerta di servizi a valore aggiunto per mezzo di schede prepagate.
Il servizio, sperimentato durante l’ultima estate in tre porti di Lazio e Toscana, potrà essere d’ausilio al popolo degli appassionati sempre più numerosi anche da noi e a quello dei «velisti per caso», come Patrizio Roversi (il protagonista della fortunata serie televisiva che gira il mondo con la sua «Adriatica»), testimonial al convegno di Palazzo Valentini sulle «Nuove sfide nel turismo nautico». Un incontro per individuare i problemi e le prospettive del settore alla luce dell’approvazione in consiglio del piano per lo sviluppo del litorale, l’istituzione del marchio di qualità «Roma Provincia di Mare», la realizzazione della Fiera nautica del litorale Sud, e il protocollo d’intesa di marketing territoriale per la promozione del litorale Nord, Civitavecchia, Santa Marinella, Cerveteri e Ladispoli.
Ma il confronto è da fare con l’Europa. Degli oltre 500mila porti esistenti nei 22 paesi UE, 350mila sono nel Mediterraneo. Ed è la Francia a fare la parte del leone, basta vedere la Costa Azzurra, seguita a grande distanza da Italia, Spagna e Portogallo. Una scelta indovinata quella francese perché gli approdi significano turismo di qualità, lavoro anche nell’indotto, aumento del valore della zona, in una parola sviluppo. Inoltre se ben integrati con l’ambiente circostante, possono costituire la parte più attraente della città. Tutti i paesi rivieraschi sono impegnati nel potenziamento delle loro strutture portuali per grandi e piccole barche (a secco), magari ammodernando quelle esistenti o abbandonate.
Con 158 chilometri di costa, 3 porti commerciali, 7 darsene private, 15 approdi turistici, 26 cantieri navali, 300 stabilimenti balneari, 7mila posti barca (ad Anzio destinati ad aumentare), e 43 circoli nautici la provincia di Roma si candida come provincia di mare e mira a cogliere le opportunità che uno sviluppo più coordinato della nautica può offrire in termini economici per tutta la zona circostante. L’occasione è offerta dal programma europeo Medocc per la coesione dei territori dell’Europa del Sud, all’interno del quale si situa il progetto Nautismed, che vede la partecipazione, insieme alla Provincia di Roma, dell’istituto Inestur del governo delle Baleari come capofila, di Sardegna, Dodecaneso, Vila Real in Portogallo, l’Università Panteion e la regione di Creta. Costo del progetto (partito a luglio, dovrebbe concludersi nel 2007), un milione di euro, di cui 300mila della Provincia di Roma, il resto degli altri partner.
«L’obiettivo è quello di realizzare una stazione nautica», un sistema integrato di servizi complementari alla nautica, prima pietra di una futura rete mediterranea, dice Enrico Gasbarra. Che per superare la frammentazione dell’offerta turistica propone una sorta di agenzia nazionale che presenti unitariamente l’Italia del mare nelle varie fiere internazionali, a Londra, come a Madrid o a Berlino.