Ora la procura mette sotto inchiesta le elezioni

(...) Dopo tanti esposti, gli ultimi ancora in questi giorni a firma anche dell’ex presidente della prima sezione della Cassazione Mario Sossi, i magistrati genovesi hanno deciso di fare luce su quanto accaduto ai seggi. Qualcosa di molto strano, visto che dalle denunce sembrano essere spariti voti più che certi. Lo stersso pm Francesco Pinto, ieri, confermando l’avviamento dell’inchiesto, ha precisato che appare quantomeno strano che in alcune sezioni manchino completamente preferenze espresse a candidati di partiti anche importanti.
È di ieri la notizia che Sossi, magistrato che nella nostra città ha svolto un’intensa e qualificata attività giudiziaria, ha presentato un esposto-denuncia al procuratore capo Francesco Lalla sulle presunte irregolarità relative all’annullamento di schede in sede di scritinio, in occasione delle consultazioni elettorali del 27 e 28 maggio scorsi. Ad esempio, sostiene Sossi, sarebbero state annullate schede di facilissima votazione che non davano adito ad alcun dubbio. Non v’è giustificazione per l’annullamento di quelle schede che sono caratterizzate dal segno x sul simbolo di lista e ugual segno accanto al candidato della stessa lista.
Non solo le elezioni amministrative hanno suscitato l’attenzione di Sossi. Il procuratore Lalla, che ha trasmesso il fascicolo al pm Francesco Pinto, ha infatti anche ricevuto da Sossi (candidato come indipendente al Comune per An, e primo dei non eletti) una richiesta di verifica e di chiarimento circa la regolarità della sostituzione (avvenuta a seguito di un congresso molto aspro) del coordinatore provinciale di An con altro soggetto. Anche in questo caso, dopo le battaglie verbali, la questione è arrivata in procura.
Il caso che ha dato l’avvio all’inchiesta di Pinto, comunque, è relativo allì’esposto presentato al procuratore dall’avvocato Francesco Massa, sempre di An. Candidato al municipio Medio Levante non ha riportato neppure una preferenza nel suo seggio (istituto Doria), dove ha votato assieme ai parenti e alcuni amici stretti. Eppure, la lista An ha avuto 52 voti. Proprio questa totale assenza di preferenze a tutti i candidati di An in quella sezione è stata confermata dal pm che si è sorpreso per un’evidente anomalia. Massa, che non è stato eletto per soli otto voti, non esclude anche un ricorso al Tar. Aumentano dunque gli esposti e le lamentele, tutte mirate a denunciare lo stesso problema: uno scrutinio completato con troppa superficialità e la sparizione di molte preferenze. Comprese quelle espresse da veri professionisti della legge e della politica. Come nel caso dell’avvocato Massa, dall’alto magistrato Sossi e prima ancora dall’ex sottesegretario Alberto Galiardi.