Ora Proietti si regala un De Filippo

L’anno scorso aveva festeggiato i quarant’anni di carriera con un lavoro cucito a misura sul suo eclettismo e la sua romanità che, intitolato Serata d’onore, iniziava con un prologo ispirato alla figura di Marc’Aurelio. Quest’anno, Gigi Proietti si ripropone all’affezionato pubblico capitolino con un one-man-show nuovo di zecca che prende il via addirittura con un omaggio ad Eduardo De Filippo. E se questa vena partenopea è la nota più curiosa e affascinante di Buonasera (Varietà di fine stagione), non di meno l’atteso spettacolo del grande attore romano mescola materiali, generi, linguaggi ed epoche diverse in un poliedrico mix di memorie teatrali (nonché personali) con cui Proietti intende anche festeggiare la lunga vita del Brancaccio, fondato nel 1916, casa di celebri artisti dell’avanspettacolo quali Totò, la Magnani, Aldo Fabrizi. C’è dunque da scommettere che ancora una volta l’erede di Petrolini - accompagnato in scena da un bel cast di attori, orchestrali e ballerini - saprà cavalcare fiumi di parole e di canzoni, tenendo fede alla fortunata formula del recital ma rinnovandola con robusta fantasia. A partire proprio dall’incipit, riservato a Pericolosamente: atto unico dove Eduardo racconta lo sconcerto di un uomo che, andato a far visita a un amico e sua moglie, si trova di fronte allo strano caso di un marito che spara continuamente addosso alla consorte per sedarne smanie e recriminazioni. Ovviamente la pistola è una scacciacani ma il poveretto, spaventato e incapace di capire che si tratta solo di un gioco, avrà reazioni terrorizzate. Ferma restando la bella novità di un Proietti «in salsa» napoletana, questo passo d’avvio dello show sembra perfetto per connotare, proprio in termini grotteschi e agrodolci, l’intera partitura. Che si preannuncia infarcita di brani rubati al repertorio del varietà, di reminiscenze sordiane, di balletti e canzoni d’epoca, di sketch e lazzi spassosi, di omaggi ai generi misti di ieri e alla storia artistica dello stesso Proietti, ben felice di recuperare, per esempio, un suo pezzo forte quale Il fattaccio, racconto romanesco di un carcerato strappalacrime finito morto ammazzato. Cosa altro dire? Forse che al Brancaccio (dove Buonasera debutta oggi per restare in cartellone fino al 13 maggio) i biglietti stanno andando a ruba. Ma si sa: quando Proietti chiama il pubblico risponde.