Ora la prostata si opera a colpi di ultrasuoni

Una sola notte di ricovero, niente ferri né tagli. Ora il tumore alla prostata si opera con il laser e gli ultrasuoni. E il catetere finisce in soffitta dopo poche ore dall’intervento. Annullati i disagi per il paziente, nessun effetto collaterale sulla potenza sessuale. La tecnica di ultrasuoni (Hifu) viene applicata in venti centri in tutta Italia, tra cui l’ospedale Sant’Anna di Como e l’ospedale Santa Maria a Castellanza, l’unico ad abbinarla al laser a luce verde per mano del primario urologo Giancarlo Comerio. Il laser non «affetta» la prostata ma la vaporizza: trasforma cioè il tessuto prostatico in vapore che si disperde insieme al liquido di lavaggio. Gli ultrasuoni a loro volta colpiscono la parte più periferica della prostata dove di solito si sviluppa il tumore.
L’intervento dura meno di due ore e richiede solamente un’anestesia leggera. Non si «intaccano» né la continenza urinaria, né la potenza sessuale, che invece sono messe a repentaglio con le forme di trattamento tradizionali estese a tutta la ghiandola.