Ora via Quaranta chiede la «parità»

Il consigliere comunale Antoniazzi ha aiutato a scrivere la proposta: «Il progetto è in fase di stesura, la sede sarà fornita dal Comune»

Augusto Pozzoli

È stata presentata alla direzione scolastica regionale la domanda per ottenere la parità della scuola di via Quaranta. Almeno per la prima elementare. Una domanda che andrà perfezionata e valida per il prossimo anno. «Entro un paio di settimane – ha detto il consigliere comunale Sandro Antoniazzi che sostiene l’iniziativa – sarà pronto anche il progetto didattico». Un atto importante che deve prevedere un programma di studio come quello di una qualsiasi scuola italiana: stesse discipline, stesso orario di lezioni, e l’attività affidata a insegnanti abilitati. «A quel punto - continua Antoniazzi - alla documentazione mancherà soltanto uno dei requisiti fondamentali: l’idoneità della sede. Ma su questo punto siamo in linea con quanto aveva detto l’assessore Bruno Simini, quindi il Comune dovrà mettere a disposizione della comunità egiziana una sede».
Sembra, insomma, che si stia tornando all’ipotesi concordata a giugno e sostenuta dallo stesso sindaco Albertini di mettere in regola la scuola oggi chiusa con una regolare procedura per la parificazione. «Un’ipotesi praticabile – aggiunge Sandro Antoniazzi – da realizzare con assoluta gradualità. Il prossimo anno si partirebbe con una prima classe paritaria e col passare degli anni la situazione dovrebbe mettere in regola l’intero ciclo delle elementari».
Restano peraltro senza la possibilità di studiare 150 bambini, i figli dei genitori egiziani che non hanno accolto la proposta del direttore scolastico regionale Mario Dutto di trasferirsi nelle scuole statali. Proposta accettata, invece, dai genitori di una cinquantina di bambini. I responsabili della scuola di via Quaranta stanno comunque cercando un’alternativa per dare uno sbocco a chi non ha ancora una scuola da frequentare. La soluzione potrebbe essere trovata continuando le lezioni in una sede diversa da quella dichiarata inagibile. Una soluzione temporanea, per un anno, in attesa di avere dal Comune la scuola concordata. La sede provvisoria sarebbe già stata individuata e potrebbe essere disponibile entro breve tempo. Qui si trasferirebbero non solo i 150 bambini che non hanno ancora ripreso l’attività didattica, ma verrebbero organizzato anche il doposcuola per i ragazzini che hanno accettato di iscriversi nelle scuole medie statali milanesi. Una soluzione tuttavia parziale, perché le famiglie esigono che i figli ogni anno conseguano anche il certificato di idoneità rilasciato dal consolato egiziano. È confermato comunque che per questi ultimi studenti la frequenza ai normali corsi di studio secondo i programmi italiani dovrebbe iniziare lunedì della prossima settimana.