Ora la Regione usa le armi del 25 aprile anche fuori stagione

(...) o di faziosità a spese dei contribuenti» anche un’analoga pubblicazione «che racconti il sangue dei vinti copiosamente sparso a Genova e in Liguria proprio dopo la Liberazione della città di Genova, così come documentato da Giampaolo Pansa nei suoi libri e da Francesco Tuo, Pierfranco Malfettani e Carlo Viale nelle loro opere»?
Domande in attesa di risposta, quelle di Plinio, alle quali almeno questa volta non si deve aggiungere quella sulla spesa supplementare sostenuta dalla Regione per far sbianchettare le armi dalle foto dei partigiani. Stavolta la copertina dell’opuscolo lascia mitra, fucili e carri armati ai protagonisti vittoriosi della guerra civile. Per il resto la pubblicazione regalata dalla Regione ai lettori del Secolo XIX riporta tutta una serie di immagini e documenti storici ampiamente noti, come l’atto di resa firmato a Villa Migone dal generale della Wehrmacht Gunther Meinhold, pagine del suo stesso diario relative al 25 aprile genovese, uno scritto di Paolo Emilio Taviani. E poi ancora le memorie di Remo Scappini, il comandante partigiano che controfirmò la resa, una cronologia degli eventi e l’immancable corollario dei discorsi solenni già recitati lo scorso 25 aprile a Genova da Mino Ronzitti, dal presidente della Regione Claudio Burlando e dall’ambasciatore tedesco in visita a Villa Migone. La presidenza dell’assemblea di via Fieschi e la Fondazione del consiglio regionale hanno cioè finanziato questo libretto distribuito nel periodo dell’anno più distante possibile dalla data del 25 aprile per ribadire concetti fuori stagione e già ampiamente noti.
In attesa che tra qualche giorno vengano spediti gli auguri di buon ferragosto, arrivano inevitabili le domande di Plinio, che invita Ronzitti a fugare ogni dubbio di partigianeria, in senso politicamente più attuale s’intende, e ogni sospetto circa il sapore propagandistico che la pubblicazione e la distribuzione a spese della Regione del libretto può avere. Anche perché - e in questo è difficile dar torto al consigliere Pdl, forte anche delle prove fornitegli da un calendario comunque al momento non taroccato - da qui alle prossime elezioni regionali, non ci saranno più altri 25 aprili da sfruttare. E quella è una di quelle armi che le gioiose macchine da guerra della sinistra non riescono mai a non sbianchettare.