«Ora il romeno capisce la gravità dell’accusa»

Mur Raduliviu si è reso conto della gravità del fatto per il quale è accusato. Lo ha detto il legale del giovane romeno in carcere da alcuni giorni per aver tentato di rubare su un’auto in sosta, ma soprattutto fermato dalla polizia e indicato dalle vittime come uno dei tre aggressori della rapina con violenza carnale di Molino Dorino.
«La mia impressione - ha detto l’avvocato Massimo Schirò che ieri mattina ha assistito Raduliviu nel processo per direttissima per il tentato furto terminato con una condanna a 4 mesi di carcere senza i benefici di legge - è che ci troviamo di fronte a un ragazzo molto giovane, nell’ambito di una storia di grande miseria e degrado. Una persona comunque che si è resa conto della gravità di quanto è accaduto quella notte».
Il legale non ha potuto ovviamente entrare nel dettaglio delle dichiarazioni del suo cliente, che sono oggetto di segreto istruttorio, ma ha detto che Mur Raduliviu era arrivato in Italia da pochi giorni e che, secondo il suo parere, non aveva un rapporto consolidato di amicizia con gli altri due romeni che erano con lui nell’aggressione per rapina alla coppia di fidanzati. «Secondo la mia impressione - ha aggiunto - non siamo di fronte ad un branco, ma a una storia di ordinaria miseria e di subcultura». Contrariamente a quanto si era appreso da altre fonti, Raduliviu non parla italiano e non lo capisce correttamente. «Abbiamo comunicato attraverso un interprete», ha detto l’avvocato Schirò.