«Ora salviamo l’Archivolto, poi eliminiamo la Sinistra teatrale»

Da uomo di mare so che l'Sos si raccoglie sempre. A terra, poi, una volta tratti in salvo i naufraghi si discute, si scoprono le cause, le colpe del naufragio. Da teatrante faccio la stessa cosa: raccolgo l'appello lanciato dal Teatro dell'Archivolto senza farmi troppe domande. Occorre ascoltare il Teatro dell'Archivolto, cercare di tenere la barca a galla. Credo sia giusto così. Ma deve venire, immediatamente dopo, il tempo dell'analisi del disastro, per capire appunto le cause dell'avaria. Credo che il problema di quel teatro non sia un fenomeno isolato. Né a Genova né in Italia. A Genova ieri l'allarme arrivava dal Carlo Felice, oggi dall'Archivolto, domani sarà Tizio dopodomani Caio. Il Comune a livello culturale è totalmente assente e questo peggiora la faccenda. La stessa situazione in fotocopia accade ed accadrà a livello nazionale. Queste singole crisi annunciano la Crisi di un sistema teatrale italiano, voluto, dominato, gestito dalla massoneria teatrale di sinistra.
Diciamocelo in modo chiaro. A Berlino, non più tardi di dieci giorni fa, per aver osato dire che votavo Pdl, sono stato ghettizzato per una settimana da una decina di miei simpatici e importanti colleghi del teatro italiano, riuniti per il Festival in corso in questo periodo. La sinistra non fa sconti. La sinistra teatrale è nei luoghi cardine del sistema: nella critica, nei più prestigiosi premi, nelle direzioni dei Teatri Stabili pubblici e privati, nelle Commissioni, negli Enti preposti alla diffusione della cultura teatrale, nelle Fondazioni Liriche etc etc. Mi chiedo a volte se il centrodestra sia semplicemente a conoscenza dell'esistenza di questi luoghi di potere. Mi chiedo se il centrodestra abbia un piano di riforma del sistema in modo leggermente più meritocratico. Mi chiedo se il centrodestra ritenga importante intervenire nel settore Cultura senza complessi di inferiorità ma utilizzando le competenze che al suo interno ha e che la sinistra fa di tutto per screditare. Luca Barbareschi, solo per citare un nome, saprebbe esattamente che dire e che fare. Ecco in sintesi dico questo: salviamo l'Archivolto ma chiediamo una amministrazione controllata (e controlliamola!) così da avere la certezza che tra un anno un altro razzo rosso non parta verso il cielo. Pretendiamo un piano di risanamento credibile e verifichiamo per passi progressivi che questo venga attuato. E sempre in sintesi dico che queste crisi vanno lette come un'opportunità: l'opportunità di staccare l'ossigeno alla sinistra e di iniziare a dire la nostra nella gestione della cultura. Cercando di non riproporre gli stessi errori. Cercando di non ricreare nuove clientele. Cercando di portare il teatro italiano vicino a livelli europei.
*regista