Ora la Samp deve regalarsi un’ultima folle notte di gloria

Contro l'Atalanta, quella del Genoa nel derby si è risolta in una mezza vittoria di Pirro. Meno male che c'è Sculli, che continua a fare di tutto e di più. Ma se date un'occhiata alla voce squalifiche (Milanetto e Sculli) e all'infermeria (Mesto, Juric, Gasbarroni, Palladino, Olivera, Roman, Ferrari), per tacere dell'incipiente pubalgia di Milito, vien da dire: meno male che arriva la sosta di Natale.
A Reggio Calabria, c'era il pericolo che quella della Sampdoria nel derby si risolvesse in una sconfitta definitiva, esiziale. Meno male che c'è Mazzarri, l'irriducibile che quando si trova aggrappato con le unghie al bordo del baratro fa la piroetta e oplà: rimbalza su. E meno male che c'è Cassano. Poi nelle specifiche vicende di domenica scorsa è entrato a piedi giunti il calcolo delle probabilità. Ci stava insomma, in base ai numeri, che una (buona) squadra come il Genoa scontasse le precedenti 6 vittorie casalinghe in fila con un paio di mezzi intoppi (dopo il Bologna, l'Atalanta). Tanto più che stavolta si trovava di fronte una (buona) squadra come appunto l'Atalanta reduce da un pareggio e 5 sconfitte nelle ultime 6 trasferte effettuate. E ci stava che una (buona) squadra come la Sampdoria, dopo avere raccolto un unico punto in 6 trasferte segnando 2 soli inutili gol (nel disastroso 4-2 di Bergamo), trovasse l'impennata d'orgoglio per apporre un settimo sigillo antifrustrante, liberatorio.
Ma insomma, si tratta ora di vedere se il Genoa, saldamente piazzato nella parte sinistra del tabellone del campionato ma penalizzato dall'allarmante emergenza contingente, sarà in grado di resistere - in chiave Coppa Uefa - al rutilante crescendo della Roma, e poi a Lazio, Palermo e Udinese. E si tratta di vedere se la Sampdoria, autodestinatasi in partenza alla parte sinistra del tabellone di serie A per via di un organico ridotto all'osso, saprà dar fondo alle più riposte energie in un'ultima folle notte di gloria. Alludo ovviamente alla calata del Siviglia a Marassi, intronante appuntamento di Coppa Uefa per le 20,30 di giovedì sera. Se dovesse accadere il miracolo, non avrei infatti dubbi che dopo la sosta natalizia Beppe Marotta onorerebbe al meglio l'inequivocabile promessa fatta in sala stampa a Reggio Calabria: «Sappiamo che battere il Siviglia è difficile, ma daremo il massimo per riuscirci e andare avanti in Europa. Se così fosse, anche il mercato di gennaio potremmo vederlo da un'altra angolazione». Semmai aggiungo che - Uefa o non Uefa - per salvare Cassano a giugno occorrerà comunque rinfocolargli preventivamente il morale con l'acquisto di un attaccante degno di questo nome a gennaio. In più, sono certo che non farebbe schifo ai tifosi di una Samp nuovamente e orgogliosamente «copetera» (affettuoso l'omaggio al copyright di Vujadin Boskov, che diceva: «Noi siamo Sampdoria, altri sono altri!») liquidare l'Udinese in Coppa Italia e guadagnarsi la semifinale contro Inter o Genoa o Roma. Infine mi fanno sorridere i talebani del «collettivo» quando sostengono che un solo giocatore non fa la differenza. C'è giocatore e giocatore. Provate un po' a togliere Cassano alla Sampdoria, Milito al Genoa, Totti alla Roma e Ibrahimovic all'Inter e vediamo che succede...