«Ma ora sarebbe un grave errore mettere un freno alle adozioni»

Massacrato dalla mamma adottiva solo perché aveva combinato una marachella. Un fattaccio che preoccupa anche Carlo Giovanardi, presidente della Commissione per le adozioni internazionali. «Spero che non si imbastisca una speculazione su questo caso perché se rimbalza all’estero mettiamo a rischio le adozioni internazionali».
Ma l’Italia non è il Paese che conta più restrizioni al mondo in fatto di adozioni?
«Esattamente. Quando è scoppiato il caso Haiti siamo stati criticati perché vogliamo rispettare regole ferree».
Però poi succede che una neomamma adottiva tenti di ammazzare il proprio figlio.
«La stessa cosa poteva succedere anche all'interno di una coppia italiana insospettabile».
Ma nessuno si è accorto che questa donna non era adatta a fare la mamma?
«La coppia adottiva è molto conosciuta a Viterbo ed è ritenuta assolutamente affidabile».
Ma non ci si può solo affidare ai precedenti. Va valutato anche l'equilibrio psichico di una donna che adotta.
«I controlli sono stati fatti e anche tanti. Ma quando accade che una mamma equilibratissima usa violenza o uccide ci facciamo queste domande solo a posteriori».
Però visto che si tratta di un bambino straniero, l’associazione che segue la coppia dovrebbe tenere gli occhi ben aperti.
«E così è stato. Sant’Egidio è un centro molto serio e preparato. Segue le coppie prima e dopo l’adozione».
E in questo caso cosa è scattato?
«Di sicuro non è un caso di razzismo perché la donna è nigeriana».
Una donna non può ottenere l’autorizzazione all’adozione perché non vedente. Le sembra giusto?
«Questo caso non lo conosco. Ma presumo che questa esclusione sia stata fatta a scopo preventivo, per evitare di illuderla».
In che senso?
«Se non è vedente nessuno Stato al mondo le affiderebbe un bambino».
Perché?
«All’estero sono molto selettivi in fatto di adozioni. La Romania ha 80mila bambini in orfanotrofio e non concede adozioni. In Kenia richiedono la presenza della coppia per sei mesi nel paese d’origine».
Così non li adotta nessuno.
«No, qualcuno lo ha anche fatto ma è un percorso faticoso. Per non parlare della Cina che concede i propri orfani solo a coppie sposate, benestanti e non obese. Ad Haiti si può adottare solo dopo 10 anni di matrimonio e non bisogna avere figli. Le restrizioni sono moltissime».
Dunque per questa signora non vedente non ci sono speranze?
«La situazione va valutata dal tribunale dei minori la cui decisione può essere ridiscussa in appello».