«Ora serve un Piano Marshall La finanza lasci spazio alle imprese»

«Quest’Italia è da ricostruire. Bisognerebbe attivare un nuovo piano Marshall, solo che oggi non ci sono gli americani». L’ex numero uno di Fiat, Cesare Romiti, in un’intervista a TgCom 24 ha manifestato i propri dubbi sulla classe dirigente italiana, ma anche le proprie speranze- «Abbiamo un debito altissimo, ma ci vuole volontà. Qualche volta ricordo la fine della guerra che di risolse con il Piano Marshall che permise la ricostruzione europea. L’Italia è un Paese che si sta sbriciolando, fiumi che escono dai corsi, edifici mal costruiti che non stanno in piedi e abusi edilizi», ha aggiunto.
Innanzitutto, serve «una classe politica credibile per far sognare gli italiani facendo ridiventare questo Paese un cantiere e togliere quella disoccupazione che porta depressione degli animi, serve coraggio», ha sottolineato.
Secondo Romiti, «bisogna tornare a una civiltà del prodotto»,perché «la finanza ha preso il posto del fine produttivo» delle aziende. «In Fiat - ha concluso - pensavo che la finanza dovesse essere al servizio della produzione, quando i concetti si sono ribaltati sono cominciati i problemi».
Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 02/07/2012 - 10:22

Romiti non sarà l’oracolo, ma comunque ha sentenziato: «una classe politica credibile per far sognare gli italiani facendo ridiventare questo Paese un cantiere e togliere quella disoccupazione che porta depressione degli animi, serve coraggio». Ecco, allora non c’è alcuna speranza. Noi non abbiamo una classe politica “credibile”, non l’abbiamo da almeno 50 anni. Purtroppo stiamo anche perdendo anche una classe imprenditoriale che fino a poco fa il mondo ci invidiava ed ora è in fuga per il mondo.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 02/07/2012 - 10:16

Romiti non sarà l’oracolo, ma comunque ha sentenziato: «una classe politica credibile per far sognare gli italiani facendo ridiventare questo Paese un cantiere e togliere quella disoccupazione che porta depressione degli animi, serve coraggio». Ecco, allora non c’è alcuna speranza. Noi non abbiamo una classe politica “credibile”, non l’abbiamo da almeno 50 anni. Purtroppo stiamo anche perdendo anche una classe imprenditoriale, quella che fino a poco fa il mondo ci invidiava ed ora è in fuga per il mondo.