Ora si lavora per scongiurare un disastro ambientale

E ora c’è da scongiurare il rischio di disastro ambientale. Al momento, ai mezzi anti-inquinamentio inviati dal ministero dell’Ambiente, si è unita una equipe olandese specializzata nell’aspirare il carburante presente nei serbatoi della nave. Nelle cisterne della Concordia, come spiegato dal prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, ci sono 2.380 tonnellate di gasolio. Svuotarle, sottolinea il geologo Mario Tozzi, ex presidente dell’Arcipelago Toscano, è fondamentale per evitare il disastro ambientale. «Anche se i serbatoi di navi di questa stazza sono ben protetti - rileva Tozzi - è importante verificare la resistenza dello scafo per poter aspirare subito il carburante. Altrimenti si provvederà a metterlo in sicurezza». Ma un danno ambientale, secondo il geologo, c’è già stato comunque: «La nave, nell’impatto con lo scoglio che ha in parte trascinato, ha rovinato parte del fondale per un bel po’».
Anche per Legambiente il naufragio «solleva nuovamente seri interrogativi sul traffico delle grandi navi, passeggeri e commerciali, nel Santuario dei mammiferi Marini Pelagos e nel mare protetto dell’Arcipelago Toscano». L’associazione ricorda di aver già sottolineato «la necessità di allontanare le rotte delle grandi navi e di quelle con carichi pericolosi dalle isole dell’Arcipelago Toscano e soprattutto dai tratti di mare più a rischio o vicino alle aree protette».
Per il mar Tirreno è il secondo episodio che mette a rischio l’ecosistema marino in poche settimane, dopo che lo scorso 17 dicembre erano stati persi vicino all’isola di Gorgona dal cargo «Venezia» dell’armatore Grimaldi Lines circa 200 fusti contenenti sostanze tossiche.