Ma ora si rinnovi il cda scaduto

Dopo la bocciatura dell’Authority per il controllo e la qualità dei servizi pubblici, finalmente il sindaco Veltroni riceve buone notizie dall’Acea: anche quest’anno il dividendo sarà corposo. Il Campidoglio, azionista di maggioranza (51per cento), potrà incamerare oltre 60 milioni di euro.
L’anno si è caratterizzato - dopo una lunga e contrastante trattativa- con l’ingresso di Acea spa in Publiacqua (ATO3-Toscana) dal 1° aprile 2006 che ha comportato l’accollo del finanziamento del suo capitale circolante (a debito), compensato in parte dall’abbandono nel 2005 degli Acquedotti genovesi (De Ferrarsi e Nicolay) a favore di Amga (con un incasso di 22,5 mln per le quote Acqua Italia cedute), e che oggi riequilibrano patrimonialmente il «conto Acea» ma aggravano la contropartita del debito di ben 224,2 milioni.
Ma l’operazione più rilevante e discussa è stata quella dell’acquisto da Enertad di un Termovalorizzatore, con discarica, a Terni e di due progetti: il raddoppio di San Vittore (Frosinone) e la costruzione di un nuovo Termovalorizzatore a Paliano (Frosinone). L’operazione ha comportato l’accollo oneroso di 135 milioni di euro di debiti della società Tea per un esborso complessivo per l’acquisto della società di 146,1 milioni di euro, con efficacia dal 1° luglio 2006.
Tuttavia non s’accenna ad altre operazioni straordinarie effettuate nel 2006, quali la vendita dell’immobile di via di Porta Ardeatina (noto come Cedet), la vendita del Palazzo di piazzale Ostiense (da parte del Comune), che ha comportato la rinuncia al diritto di prelazione e il raddoppio del canone d’affitto a carico dell’azienda e di altri accordi e acquisizioni. Naturalmente gli sforzi esterni e interni alla città di Roma, e la valutazione dei risultati conseguiti, saranno al centro dell’assemblea degli azionisti convocata per il 4 maggio prossimo. Peraltro, un’altra incombenza sarà sotto la lente: il rinnovo del cda scaduto da tempo.
*presidente dell’Apa
(Associazione piccoli azionisti Acea)