Ora si scalda Pizza: «Quel simbolo è mio, cancellate Casini»

Il segretario della Dc riammesso dal Consiglio di Stato: «L’Udc ce lo aveva scippato, adesso giustizia è fatta. Le elezioni? Non possono costringerci a fare campagna elettorale in soli nove giorni»

da Roma

Posso parlare con l’uomo del giorno?
«E chi sarebbe, scusi?».
Ma come, onorevole Pizza! È lei che ha fatto tredici...
(Colpo di tosse). «Mannò, che dice? Io ho avuto l’onore di sedere al fianco di Moro, Fanfani, Piccoli, Andreotti...».
... ho capito.
«... e di Taviani... Si può immaginare se mi scompongo per una decisione che si limita a restituirci i nostri diritti».
Ovvero lo scudocrociato: il simbolo dei simboli della prima repubblica...
«È per ordine di una sentenza esecutiva. Ce l’avevano scippato. Ora giustizia è fatta».
La sento raggiante.
(Flebile). «Macché, sto perdendo la voce».
C’è chi ha quantificato il valore elettorale dello scudo
«Il conto è facile: un milione di voti. E non lo dico io».
Avete acquisito il potere di decidere se il 13-14 aprile si faranno le elezioni o no...
«Non possono costringerci a fare la campagna elettorale in solo nove giorni! Noi possiamo eleggere tre senatori!».
Perché vi hanno escluso?
«La verità? Perché davamo molto fastidio a Casini. E un poco anche a Veltroni...».
Amato li avrebbe favoriti?
«Come minimo ha fatto un gravissimo errore».
Perché eravate presenti solo in 15 regioni?
«Per un gentlemen agreement con il Cavaliere, che ci ha chiesto di non sovrapporci dove c’era la Lega».
Ora Berlusconi la scongiura di non procrastinare il voto. Sarà gentleman, lei?
«Del Cavaliere siamo alleati leali, ma non ho ancora avuto modo di sentirlo».
Non ci credo.
«Davvero».
Possibile?
«Non mi ha ancora chiamato. Quando lo farà...».
Lei si farà convincere...
«I nostri rapporti personali sono ottimi. Ma io non posso distruggere politicamente il mio partito».
Nemmeno in cambio di contropartite al governo?
«Noi non chiudiamo la porta al dialogo, ma non possiamo nemmeno dare per scontato l’annullamento della nostra identità».
Detto così - se mi permette - suona un po’ democristianese. È un «no» o un «sì»?
«Decideremo stanotte, in riunione a piazza del Gesù».
Cos’è, un remake del mitico conclave di Todo modo?
«No, il tempo di riflessione necessario della politica».
Onorevole Pizza, lei sogna una Dc che torni egemone?
«Siamo in politica dal 1946, non posso rinunciare al nostro futuro».
Ma è possibile che accetti di rinunciare alla proroga?
«Senta, io non mi chiamo mica Rotondi».
Cosa c’entra l’onorevole Rotondi, adesso?
«Ha stabilito un invidiabile record: era contemporaneamente segretario della Dc per le autonomie, tesoriere Cdu e senatore di Forza Italia. Le pare possibile?».
Non è facile la storia della diaspora democristiana....
«È facile essere il segretario di un partito e farsi eleggere da un altro! Noi, invece, corriamo con il nostro simbolo senza paracadute».
Ce l’ha con Rotondi?
«È un simpatico ragazzo».
Glielo chiedo ancora. Come potreste rinunciare al rinvio del voto?
«Noi a dire il vero l’abbiamo già chiesto, per questo Amato dice che è possibile...».
Allora avete già deciso?
«No, attendiamo che alcune posizioni si chiariscano».
Questa è una meravigliosa locuzione morotea.
«Bravo. Lo considero un complimento».
L’onorevole Romagnoli lo ha definito «scudosauro».
«Chi? L’estremista di destra? Un altro complimento».
La vede come un dinosauro democristiano.
«Ma io sono antico, e orgoglioso di esserlo. Detesto questa legge elettorale che consegna le scelte a un piccolo gruppo di oligarchi che decide il futuro del Paese».
Non ama il porcellum...
«Il vero colpo di Stato è la fine del voto di preferenza».
Ma se Amato ristampasse tutte le schede elettorali...
«Gli avvocati mi dicono che si decide dopodomani».
E quindi?
«Una sola cosa è certa. Noi rafforziamo il centrodestra: siamo l’alternativa a Casini, Meglio rinviare il voto».
Il vostro simbolo è terribilmente simile a quello Udc
«Il clone è il suo! Pier non dovrebbe potere utilizzare un simbolo che la legge attribuisce a me. Devono cancellarlo dalla scheda!».