Ora la sinistra rinnega il Times perché moltiplica malori e divieti da alga

L’autorevole giornale londinese parla di «centinaia» di intossicati e di spiagge deserte da Roma a Genova

Diego Pistacchi

Di solito alla sinistra basta citare un giornale inglese qualsiasi che attacchi Silvio Berlusconi. La stampa inglese è per definizione maestra di giornalismo, loro sono quelli che scrivono sempre la realtà, non ingannano mai il lettore. Figurarsi se l’articolo esce sul Times. Vangelo allo stato puro. Ora è scoccato il «tempo» di Burlando e Pericu. «Le spiagge delle vacanze da Roma a Genova sono deserte, nonostante un’ondata di caldo insopportabile, a causa della piaga (o peste, se si preferisce come traduzione, ndr) delle alghe tossiche, che possono persino far diventare tossica la brezza del mare». Chi l’ha scritto? Il Times. Londra, mercoledì 2 agosto. Quindi il sindaco Giuseppe Pericu e il Governatore Claudio Burlando saranno corsi subito ai ripari, avranno ammesso di essersi sbagliati. L’ha detto il Times che il nostro mare è tutto da buttare.
No. Stavolta i maestri di correttezza hanno dato una lezione di giornalismo spazzatura. Burlando si affretta a dettare la smentita. «La presenza dell’alga ostreopsis è un fenomeno circoscritto a un limitato tratto di mare della città di Genova, coinvolge 18 stabilimenti balneari sui 100 esistenti e non riguarda in alcun modo località turistiche e balneari vicine a Genova e della Riviera Ligure». Ma soprattutto il Times costringe i compagni di Genova a riprendere in mano l’adorata calcolatrice, quella che gli serve per far quadrare i conti sul numero degli intossicati. È ancora fresco il balletto delle cifre nei comunicati ufficiali di Tursi (prima due casi, poi forse sei, o meglio quattordici) che il Times scrive la sua verità: «un uomo di 60 anni è stato ricoverato in ospedale e diverse centinaia di bagnanti hanno avuto bisogno di trattamenti». Burlando replica. L’alga non si sa, ma di certo il Times ha preso un granchio: «È un fenomeno circoscritto anche per quanto riguarda il numero dei bagnanti sottoposti ad accertamenti, una quindicina in tutto, di cui solo una decina aveva manifestato indisposizioni causate dall’alga». Poi la caduta degli dei. La frase che fa tremare la credibilità di uno dei mostri sacri della stampa mondiale: «Leggere su autorevoli testate come il Times che sarebbero centinaia i casi lascia, francamente, perplessi. Dal corrispondente Richard Owen ci aspettiamo una precisazione che riporti la questione alga nella dimensione reale dei fatti». I redattori del Times saranno già lì a smanettare su Internet per scoprire chi è il Claudio Burlando che vuole avere più ragione di loro. Il Comune scopre un giorno e qualche ora dopo quell’articolo. Ieri alle 15.42 emette un comunicato in cui annuncia di aver chiesto «formale smentita» al Times.
Sarà pure circoscritto, ma il fenomeno dell’alga tossica ha sempre più valenza nazionale, grazie a un’interrogazione parlamentare di due deputati dei Comunisti Italiani che chiedono al governo di sapere come intenda «prevenire ulteriori intossicazioni da parte dei bagnanti e preservare la catena alimentare marina». Dal gruppo regionale di Forza Italia invece, a firma di Luigi Morgillo e Matteo Rosso arriva un’interpellanza alla Regione perché si attivi «presso il governo per ottenere aiuti economici da destinare ai gestori degli stabilimenti balneari compresi nell'area vietata alla balneazione che per il secondo anno consecutivo subiscono una penalizzazione nella conduzione della loro stagione lavorativa».