Ora la Sinistra scopre di essere «razzista»

Facile essere compagni solidali quando il problema non tocca la propria pelle. Poi succede che ti fanno una moschea nel tuo quartiere, davanti a casa, vicino alla scuola dei tuoi figli e allora cominci a pensare che quell’area non sia quella giusta. Poi magari, il fatto che la costruiscano nella tua via e questo non ti va bene, la nascondi spiegando che non è il posto giusto, che manca l’uscita di sicurezza o trovi altre ragioni di carattere urbanistico. L’importante è mantenere un’impronta di solidarismo estremo, così piacente alla Sinistra.
Sinistra che però, davanti alla possibilità che Cornigliano possa ospitare il luogo di culto islamico, comincia a non essere più tanto accondiscendente. La rivolta parte dalla base e dai rappresentati dei partiti sul territorio. Anche i consiglieri comunali cominciano a non dare più carta bianca al sindaco e a porre paletti politici sulla struttura di via Coronata: «Sono per la tolleranza ma anche per il rispetto delle leggi- spiega Nicolò Scialfa vicepresidente del consiglio comunale in quota a Rifondazione-. La moschea in quel luogo andrà fatta solo se ci saranno le normative giuste. Poi personalmente sono per uno stato laico e su queste cose la penso come Napoleone». Non sarà Napoleone ma come un comandante che deve guidare un esercito si muove Salvatore Lecce, consigliere comunale del Partito Democratico che di una struttura del genere a Cornigliano non ne vuole sentire parlare: «In via Coronata non c’è spazio per il confronto, la moschea non va fatta- tuona Lecce-. Il sindaco si era già pronunciato una volta e quella scelta non va cambiata». C’è anche chi si sta muovendo per un referendum consultivo che trova tra gli estimatori anche Scialfa e Lecce. Se per il primo «è sempre giusto ascoltare i cittadini anche se poi la decisione la dovrà prendere la Vincenzi», per Lecce «ad un eventuale voto la scelta sarebbe quella di dire no». In municipio la solidarietà ai popoli migranti balla un po’. Annibale Santagata di Rifondazione, prima si dice favorevole alla realizzazione del luogo di culto, poi ci ripensa e spiega che i circoli territoriali del partito devono ancora riunirsi per discuterne, mentre Laura Ottonello dei Verdi è categorica: «La moschea a Cornigliano non va fatta, si cerchino altri luoghi e come noi rispettiamo i loro diritti, anche loro comincino a rispettare le leggi di questo Paese».
Tutto questo mentre in Rifondazione non si placano le polemiche congressuali sull’uso fazioso che sarebbe stato fatto di alcune famiglie di origine araba, fatte iscrivere al partito attraverso un patronato, per poi istruirle al voto dei congressi nei circoli. Su questo è partito anche un ricorso da parte degli esponenti di una delle mozioni interne. Ricorso respinto «perché, a fare parte della commissione, erano gli stessi esponenti della corrente che ha permesso questo taroccamento congressuale» spiega Simone Leoncini.