Ora la sinistra spara sulla Chiesa: «Elimineremo tutti i suoi privilegi»

Monsignor Fisichella: nessun regime agevolato, rispettiamo il Concordato

da Roma

«Lo sciopero fiscale? È folle e porterebbe al dissesto». Si levano barricate nel centrosinistra contro la proposta che anima il dibattito politico del centrodestra. La reazione più forte arriva forse dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ospite del meeting di Comunione e liberazione in corso a Rimini. «Non credo - spiega - che un governo debba caratterizzarsi per un aumento della pressione fiscale. Vediamo come andranno le cose.... Già abbiamo diminuito il costo del lavoro sulle imprese per circa 5 miliardi di euro. Altra operazione positiva è che più persone pagano le tasse e anche l’emersione del lavoro nero sta dando risultati importantissimi: in 12 mesi c’è stato un recupero di evasione di un miliardo». Sulla sua stessa lunghezza d’onda Alfonso Gianni, sottosegretario di Rifondazione: «Siamo di fronte ad un atto gravissimo, per usare termini gramsciani si può dire che siamo di fronte al sovversivismo delle classi dirigenti. Si tratta di un atto eversivo di destra».
Ma la dichiarazione che suscita a sua volta contro-reazioni nel centrodestra è quella del sottosegretario Verde Pierpaolo Cento, che punta il dito contro le agevolazioni fiscali di cui gode la Chiesa italiana: «Nel corso degli anni - polemizza il sottosegretario all’economia - la Chiesa ha accumulato privilegi. Non sarebbe sbagliato aprire una discussione su come rivedere questi privilegi». Aggiunge Cento: «Anche le attività commerciali della Chiesa dovrebbero essere sottoposte a un trattamento fiscale al pari di quello a cui vengono sottoposti gli altri». Per il sottosegretario occorre da una parte «riconoscere le funzioni che vengono svolte dalle attività religiose» e mantenere il particolare regime fiscale per quelle attività che sono strettamente connesse. Dall’altra parte, però «bisogna rivedere le agevolazioni per attività che hanno contenuti economici e commerciale. In questo caso è legittimo che vengano sottoposte a rapporti fiscali come tutti gli altri contribuenti».
«La Chiesa non ha privilegi - replica duramente monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia università Lateranense -. Si muove sulla linea del Concordato Santa Sede-Italia». Oltre che dalla Casa delle libertà, anche dall’Unione arrivano repliche stizzite a Cento. «È paradossale che un sottosegretario all’Economia se ne esca attaccando la Chiesa proponendo un inasprimento della fiscalità nei suoi confronti. Cento farebbe meglio ad avanzare proposte efficaci per ridurre l’imposizione fiscale», dice il capogruppo dell’Udeur alla Camera, Mauro Fabris.