Ora la sinistra va all’attacco della legge Biagi

da Roma

Sommersa dal dibattito sulla «controriforma» delle pensioni, la riscrittura della legge Biagi era passata in secondo piano nell’agenda dell’Unione. Se su questo fronte il ministro Damiano fino a ieri poteva dirsi un po’ sollevato, ci ha pensato la sinistra radicale a ricordargli che i lavori atipici vanno banditi.
E lo ha fatto in pompa magna. Ieri il presidente della commissione Lavoro della Camera, Gianni Pagliarini (Pdci), ha addirittura convocato una conferenza stampa per presentare il progetto di legge intitolato «Norme per il superamento del lavoro precario». La proposta ha raccolto oltre 100 firme tra deputati e senatori dell’ala massimalista (Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e sinistra diessina) capeggiati dai leader comunisti Giordano e Diliberto. E a Montecitorio è stata appoggiata anche da esponenti della Rosa nel pugno, formazione «riformista» per statuto.
Ma in che cosa consiste il Pdl? Si tratta di tredici articoli elaborati dai giuristi del Centro diritti del lavoro «Pietro Alò» coordinati da Piergiovanni Alleva. Il punto fondamentale è l’abolizione del contratto a progetto che nel pubblico impiego dovrà essere trasformato mediante concorsi in lavoro a tempo indeterminato. I risultati che ci si propone di conseguire si fondano su un assunto preciso: esiste solo il lavoro alle dipendenze di un datore e questo può essere o a tempo indeterminato o a tempo determinato. Il numero di contratti a termine consecutivi senza specifica motivazione viene fissato inizialmente a due (non oltre tre anni), ma sono previste modifiche in base ad accordi sindacali o a precise esigenze di stagionalità e di picchi della produzione. Tra le altre materie regolamentate: l’abolizione del lavoro interinale e la regolamentazione dei contratti di associazione in partecipazione.
«Vogliamo che venga applicato il programma dell’Unione che definisce come rapporto di lavoro normale quello a tempo indeterminato», ha spiegato il primo firmatario ed ex sindacalista Gianni Pagliarini. «Ora si apre un confronto politico importante», ha sottolineato il verde Angelo Bonelli.
Ma non c’è dubbio che la proposta di legge determini uno spiazzamento nella maggioranza della quale fa parte Tiziano Treu (Dl), padre della prima riforma precedente la Biagi. Anche Damiano e il resto dell’Unione stavano lavorando su questo fronte in maniera più soft. Sulla tenuta dell’Unione il diessino Paolo Brutti non si sbilancia: «Se qualcuno ha altre idee le dica, il Pdl è scientificamente inattaccabile». Forza Italia non ci sta. «L’attacco alla legge Biagi - ha rilevato Maurizio Sacconi - è partito con l’obiettivo ridicolo di eliminare con un tratto di penna legislativo la precarietà nel mercato del lavoro». Insomma, un fulmine a ciel sereno mentre Cisl e Uil si stavano orientando a considerare possibilità di modifica della normativa in sede di contrattazione. Un atteggiamento che non sarebbe dispiaciuto nemmeno a Guglielmo Epifani nonostante le dichiarazioni di rito.