Ora Sollecito vuol parlare. Col giudice

Dalla cella il fidanzato dell’americanina continua a ripetere: "Sono
innocente". Il tribunale del Riesame giovedì prossimo deciderà se
scarcerarlo

nostro inviato a Perugia

Troppe contraddizioni, troppi ricordi incerti. Ma anche una sicurezza: «Io sono innocente».
Raffaele Sollecito vuole tornare di fronte al Pm. I suoi avvocati ieri hanno chiesto un nuovo interrogatorio. Il faccia a faccia tra Mignini e l'indagato è in programma per giovedì prossimo. Giusto alla vigilia dell'udienza del Riesame che potrebbe decidere per la scarcerazione dello studente barese. I suoi legali, Maori e Brusco, prima di quell'appuntamento chiedono che Lele sia riascoltato alla luce del «mutato quadro investigativo» in seguito all'arresto dell'ivoriano Rudy Hermann Guede. E vogliono che lo studente ricostruisca tutto ciò che ricorda dei movimenti suoi e di Amanda in quella sera, anche grazie al «contributo utile a una ricostruzione dei fatti più precisa» consentito dal lavoro dei consulenti tecnici di parte. Prevedibile un braccio di ferro sull'esito dell'incidente probatorio sul computer di Sollecito. Per i difensori del barese, è evidente che Lele fosse «al lavoro» sul suo Apple, quella notte. Per la polizia postale, invece, addirittura non risulterebbe «interazione umana» col pc.
L'assoluta distanza tra le due conclusioni, secondo Maori e Brusco, dipende dal mancato uso di software specifico da parte della postale. «Non aspettatevi clamorose novità – spiega il padre del ragazzo, Francesco – perché Raffaele dovrà solo puntualizzare alcuni aspetti, esprimere gli stessi concetti e allineare i ricordi con maggiore serenità: dopo 22 ore di interrogatori in cui ha subito angherie psicologiche mi sembra naturale che possa essere andato in confusione. Alla fine hanno persino chiamato un medico, perché non si reggeva nemmeno in piedi».
Intanto potrebbero allungarsi i tempi per l'arrivo in Italia di Guede. Le autorità giudiziarie tedesche per concedere il via libera all’estradizione hanno bisogno di ulteriori documenti relativi ai tempi per la revisione del processo, chiesti ai colleghi italiani già mercoledì scorso. Ma in procura il plico da spedire a Coblenza sarebbe già pronto e potrebbe partire entro oggi. Se tutto va bene, Rudy arriverebbe a Perugia intorno al dieci dicembre. E già lunedì i suoi difensori parteciperanno con un proprio consulente all'incidente probatorio in programma davanti al gip Claudia Matteini, per stabilire sia le cause che l'ora della morte di Meredith. Spetterà ai periti nominati dal giudice decidere se procedere sulla documentazione già raccolta o se procedere con una nuova autopsia.