Ora sono le donne a vantarsi: "Sesso matto sotto le lenzuola"

Esaltare le virtù erotiche del partner è ormai una mania. Anche per le vip. Beate loro, ma perché ci tengono tanto a farlo sapere?

Ma care signore, belle, ricche e desiderate come siete, è proprio il caso di darla a tutti? La notizia, intendiamo. Prima Martina Colombari spiffera al settimanale Oggi la frase a effetto: «Il mio Billy (nel senso di Costacurta, ex campione del Milan, ndr) è per me Rocco Siffredi (nel senso proprio di Rocco Siffredi, quello là, anzi, quelli là, ndr)». Poi Melissa Satta, fresca (freschissima) partner di un altro rossonero, questa volta ancora in servizio, Kevin Prince Boateng, poderoso incursore nelle aree avversarie e nei letti amici, la butta lì, nel senso buono, tra il serio e il faceto, commentando, su Vanity Fair, lo stiramento accusato dal medesimo durante il recente derby con l’Inter: «L’infortunio dipende dal tanto sesso che facciamo, fra le sette e le dieci volte la settimana» (Poi, la parziale retromarcia, consegnata ai microfoni dell’Alfonso Signorini Show, su Radio Monte Carlo: «Sto promuovendo Amici a letto, sul canale Facebook di Comedy Central, e quindi si parlava di quello e poi la storia è stata rigirata totalmente. Ma non è così, magari...». Insomma, la quota 7-10 è arrotondata per eccesso, molto ben arrotondata, c’è da dire).
Ma care signore, così facendo voi uccidete due uomini morti. Della più piacevole tra le fatiche, d’accordo, ma sempre morti, metaforicamente parlando. I diretti interessati senz’altro faranno buon viso a... buon gioco. Però noi comuni mortali, tifosi del Milan o di qualsiasi altra squadra, con quali occhi possiamo guardare, ora, l’Alessandro da Jerago con Orago, nel Varesotto, e il figlio di un immigrato ghanese in Germania? Non sarebbe stato meglio mantenere tra le mura dell’alcova la lusinghiera lode, invece di spiattellarla sotto il naso del mondo intero? Se non altro perché un recente studio in uscita sull’autorevole Journal of Sex Research scagiona gli uomini dalla solita accusa proto-femminista. No, non è vero che i maschietti pensano sempre, cioè, per essere precisi, una volta ogni sette secondi, altro che Rocco Siffredi, a quella cosa lì: pensano più spesso al cibo e al sonno. Prescindiamo dal dato, inequivocabile, che «dopo» (ci siamo capiti), per l’appunto si mangia e si dorme (e magari si gusta appieno una bella sigaretta). Il punto è un altro, care signore. Non vorrete superarci anche nel campo del chiodo fisso, dopo averlo fatto in un mucchio di altri settori?
L’iniziativa di Valentina Maran, titolare di un blog su Elle.it, sembra andare in questo senso, avendo sottoposto ad alcuni maschietti la «top five» degli stereotipi femminili sul sesso. Eccoli: «Cerco di non prendere l’iniziativa a letto per non sembrare troppo esperta»; «Mi tocca simulare stanchezza o mal di testa perché lui ha sempre voglia, io no»; «Posso simulare l’orgasmo e lui non se ne accorge minimamente»; «Le donne sono più complicate: senza coccole e preliminari, addio orgasmo»; «Le donne possono anche fare a meno della masturbazione».
In ogni caso, sappiate che il vostro scrigno più prezioso, il punto, appunto, denominato «G», l’«interruttore del sesso», è un bluff. Lo confermano gli studi dell’urologo Amichai Kilchevsky, il quale ha messo in fila tutte le articolesse scientifiche in materia. Per concludere che ci avete menato, è il caso di dirlo, per il naso. Il magico strumento non è fatto di carne, ma di pensieri, aspettative, desideri e, molto spesso, illusioni. Su questo terreno, care Martine, Melisse etc., non c’è partita: vi battiamo, con delicatezza ma vi battiamo, dieci a zero.