"Ora sotto processo finirà lui: per diffamazione"

Ghedini: "Insulta per ottenere visibilità". Bonaiuti: "Vuole imbarbarire la politica"

da Roma

Contro Antonio Di Pietro è un fuoco di fila dal centrodestra. «Arrivato in Parlamento grazie ai processi contro Berlusconi, per i quali è stato ampiamente assolto, vuole rimanerci continuando ad utilizzare la via giudiziaria», attacca Niccolò Ghedini. «Cerca di avvelenare la vita italiana, ma non ci riuscirà perché il governo reagirà con i fatti», aggiunge Paolo Bonaiuti. «Vuole provocare l’imbarbarimento della vita politica», incalza Fabrizio Cicchitto. Per Italo Bocchino, il leader dell’Italia dei valori «prova a sfruttare lo spazio che l’assenza della sinistra massimalista in Parlamento gli lascia rispetto al grillismo». Soprattutto, secondo Stefano Caldoro, «cerca di impedire il dialogo fra il Pdl ed il Pd». E fa cadere nel vuoto l’appello del Quirinale, aggiunge il segretario della Dc per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.
Mentre Di Pietro nega le scuse e rinnova gli attacchi, la maggioranza fa quadrato attorno al premier. «Non avendo alcun argomento - dice Ghedini - adotta la strategia della diffamazione e dell’insulto per ottenere spazi mediatici. In queste poche settimane di governo, Berlusconi ha fatto per il Paese ben più di quello che ha potuto offrire Di Pietro in un’intera vita costruita sull’aggressione e sulla criminalizzazione dell’avversario». Il deputato azzurro e avvocato del Cavaliere nega che il premier voglia sottrarsi ai processi e accusa l’ex-pm di non conoscere il corretto confronto politico. Poi, l’avvertimento: «È tempo che anche Di Pietro affronti i molteplici processi per diffamazione che per le sue dichiarazioni gli saranno immediatamente intentati».
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Bonaiuti, assicura che il governo «andrà avanti per la sua strada, come chiedono gli elettori». E aggiunge: «Chi perde la faccia è solo Veltroni che, dopo tante chiacchiere buoniste, non prende le distanze dalla politica di insulti del suo compagno di strada».
Veltroni e il Pd «hanno responsabilità rilevanti», nell’escalation dal «turpiloquio» di sabato allo «sconclusionato e sgrammaticato romanzo noir» di ieri, concorda Cicchitto, presidente dei deputati Pdl. Quelli di Di Pietro sono «toni inaccettabili», per Bocchino.