«Ora sperimentiamo l’eroina di Stato»

da Roma

La «coltivazione ad uso individuale» di marijuana è una delle strade maestre da seguire per evitare che «i consumatori di cannabis passino alle droghe pesanti e a quelle chimiche». Ne è convinto il sottosegretario all’Economia dei Verdi, Paolo Cento, che propone anche «sperimentazioni» in Italia sulla distribuzione controllata di eroina per i tossicodipendenti, per evitare che «compiano reati e muoiano di overdose».
Sottosegretario Cento, il provvedimento d’innalzamento delle quote per l’utilizzo personale di cannabis deciso dal ministero della Salute è solo un primo passo?
«È una prima scelta importante perché interviene a vanificare gli effetti devastanti delle tabelle dall’ex ministro Giovanardi. Attraverso il raddoppio della dose minima non si correrà più il rischio di mandare sotto processo o togliere il passaporto a chi ha come unica responsabilità quella di fumare qualche spinello. Mi sembra un decreto molto positivo».
Quaranta spinelli non sono eccessivi per un utilizzo personale?
«Sulla dose minima conta molto il principio attivo. Più che quantificare il numero di spinelli, la norma ha voluto dare un segnale in direzione della non criminalizzazione del consumatore di cannabis. Lo spacciatore di droghe leggere manovra, comunque, grandi quantità. Quello su cui dovremo lavorare è modificare radicalmente l’impostazione della tabella del centrodestra. Dobbiamo separare le due domande, droghe leggere e pesanti».
Quali altre politiche volete portare avanti?
«Propongo di consentire la coltivazione ad uso individuale di cannabis. È uno strumento per evitare che chi consuma la cannabis possa evitare di venire in contatto con altre droghe. Dobbiamo concentrare gli sforzi nella lotta al narcotraffico, che va colpito alla radice, evitando di punire i consumatori».
Qual è il fine di questa politica?
«Sono tutti modi per impedire che il circuito dei consumatori abituali o saltuari della cannabis possa passare al mercato clandestino delle droghe pesanti. Premettendo che è meglio non consumare droghe, offriamo uno strumento alternativo per prevenire la tossicodipendenza. Sono quindi favorevole alla depenalizzazione totale sia penale che amministrativa dei consumatori».
Ma il messaggio che arriva ai giovani quale sarebbe?
«Ribadisco che sarebbe meglio non assumere droghe, di alcun tipo, anche se per quanto riguarda le droghe leggere, anche la comunità scientifica è divisa, e secondo alcuni esperti non sarebbero dannose. Le politiche di proibizionismo degli ultimi cinquant’anni non hanno portato comunque a nulla. L’eroina, anzi, retaggio degli anni Settanta, sta prendendo pericolosamente di nuovo piede. Anche su questo fronte si possono avviare delle sperimentazioni».
Per esempio?
«Si può sperimentare la distribuzione controllata. Il tossicodipendente convive già con il dramma della droga. Bisogna evitare di fargli commettere ulteriori reati, o di farlo morire per overdose. Senza farne una religione, si può provare questa direzione, magari con un dialogo con una parte del centrodestra che su alcuni temi ha posizioni più avanzate di alcune componenti al nostro interno».