Ma per ora il Taepodong 2 è solo un buco nell’acqua

Prova di forza riuscita a metà: ma l’arsenale che il regime nasconde nelle caverne è micidiale

Andrea Nativi

Una raffica di lanci di missili balistici, sette in tutto nell'arco di 24 ore, ha posto clamorosamente fine alla moratoria unilaterale nei test missilistici che la Corea del Nord aveva proclamato nel 1999.
Pyongyang ha iniziato i suoi speciali fuochi artificiali alle 2.32 di martedì e le ha concluse alle 4.15 di mercoledì. I missili sono di tipo diverso e sono stati lanciati da varie basi: prima sono stati sparati due versioni locali del missile balistico Scud, poi è stata la volta dell'atteso Taepodong-2, accreditato di una gittata massima di 6.000 chilometri, poi ancora una combinazione di Scud e di Ro-Dong a corto raggio e per finire ancora uno Scud.
Secondo i primi dati, i missili a corto raggio hanno compiuto più o meno regolarmente il loro volo, impattando nel mar Giallo, in direzione del Giappone. Ma il lancio più importante, quello del Taepodong-2, un missile bistadio a propellenti liquidi, si è risolto in un fallimento clamoroso: l'ordigno è esploso dopo circa 40 secondi dal lancio ed i rottami sono precipitati in mare. Se la Corea del Nord voleva dare al mondo una dimostrazione della propria potenza ha ottenuto, dal punto di vista tecnico, il risultato opposto.
I servizi di informazione militare statunitensi, giapponesi, sud-coreani ed australiani stanno lavorando su una enorme mole di dati che consentirà presto di capire cosa è accaduto e perché. Il Taepodong infatti è stato seguito da una infinità di satelliti e radar basati a terra, su unità navali, su velivoli. Altri sensori hanno cercato di carpire dati telemetrici ed hanno registrato la traccia termica del missile. E i lanci sono stati anche una occasione preziosa per condurre una esercitazione di difesa antimissile, «in bianco», contro bersagli reali.
Lo sviluppo di missili balistici a lungo raggio è del resto molto complicato e le capacità tecnologiche e finanziarie della Corea del Nord sono limitate. Per di più la impossibilità di condurre un programma di sperimentazione con ripetuti lanci ha impedito di individuare problemi e di trovare le soluzioni per rimediarvi.
Ciò non toglie che l'arsenale missilistico coreano sia formidabile: comprende tra 800 e 900 missili balistici, a partire dagli Hwangsong-5 (Scud-B) da 300 chilometri, per passare agli Hawangsong-6 (Scud-C) da 500, agli Scud-C da 700, ai Ro-Dong da 1.000 ed ai Paektusan -1 da 2.200. In sviluppo, oltre al Taepodong-2, ci sono almeno due versioni del Taepodong-X (R-27) da 2.500-4.000 chilometri, installabile forse anche su sottomarino, e il «piccolo» Kn-02 da 100 km. Buona parte di questi missili è nascosta in caverne ed è montata su veicoli o piattaforme di lancio mobili.