Ora Travaglio fa la star anche a teatro Ma il copione è sempre anti-Berlusconi

Il giornalista prepara uno spettacolo al Sistina di Roma: «Il cachet da 7mila euro? Ho chiesto di ridurlo al minimo»

da Roma

Marco Travaglio in scena. Sarà l’one man show di uno spettacolo teatrale, seduto su una sedia, a raccontare gli ultimi quindici anni di vita, scandali e politica in Italia, «quei fatti tragici e anche comici che ci hanno cambiato». Perché, siamo cambiati? «Ora ci facciamo passare delle cose che tempo fa avremmo notato. Non ci indigniamo più». Eh no, l’Italia si indigna ancora eccome. Prendete Marco Travaglio e mettetelo in un teatro, qualcuno potrebbe indignarsi, altri applaudiranno.
L’Italia non è, per fortuna, solo quella che immagina Travaglio. Uno scrittore di libri come lui, un giornalista come lui, che ci fa in teatro? «Una chiacchierata, non una conferenza», spiega.
Il titolo dello spettacolo è: «Promemoria». Sottotitolo: «Quindici anni di storia d’Italia ai confini della realtà». Ma quale realtà? «In questi quindici anni ci sono stati sei sette anni di governo di centrosinistra, sei sette anni di governo di Berlusconi. Ce ne sarà per tutti». Che la Berlusk-ossession stia lasciando il passo alla D’Alem-ossession? Purché ossessione sia. Esibita da Michele Santoro nella trasmissione «Anno zero». Interpretata nella comparsa di se stesso in un film, «Shooting Silvio» (e non si tratta di sparare a Muccino, ma a Berlusconi). Travaglio assicura che non c’è un progetto di diventare attore: «Sto seduto sulla sedia a raccontare, ci saranno immagini che scorrono, credo. Ma lo stiamo ancora scrivendo». Il debutto a teatro sarà il 9 luglio a Roma, al Parco della filarmonica, e lo spettacolo potrà essere replicato ovunque, ma solo entro luglio. I promotori dello spettacolo, (Promo Music da Bologna), dicono che il cachet richiesto è di 7250 euro, «+Iva, + facchini, tutto incluso il resto». Dicono che il costo scenderà a 7mila euro - già fanno lo sconto. Ci saranno forse anche due musicisti, un regista, tre persone in scena e tre o quattro per lo staff tecnico. Insomma, con un curriculum come quello di Travaglio, lo spettacolo si va a vendere per soli 2mila euro meno di Moni Ovadia? Quello il teatro lo fa da quando era in fasce, il viso pulito di Marco si presta solo ora a illuminare il palcoscenico con le sue storie d’Italia. «Io lo farei pure gratis - dice lui -. Non per fare dei facili pauperismi, ma a sentire queste cose ci vengono i giovani che non hanno soldi, quindi ho chiesto di ridurre i costi al minimo. Ci saranno i miei spostamenti. Io vivo facendo il giornalista, per fortuna».
Si farà così: si farà che dopo esserci bevuti i tomi fatti di fotocopie di carte da processo; dopo le rubriche su Repubblica e su l’Unità - altri collage di cose dette da altri, anche in tempi molto diversi -; dopo la visione del film indipendente sull’uccisione di Berlusconi, ora lo si andrà anche a vedere a teatro, Marco Travaglio. Ma se non ci farà almeno un po’ ridere, tireremo i pomodori. O le uova. O tutte e due.