Ora Veltroni è costretto a risparmiare

Michela Giachetta

In Campidoglio è tempo di bilanci. È stato presentato ieri, infatti, il bilancio di previsione 2006 approvato dalla giunta Veltroni che vede la spesa corrente scendere dai 3.073 milioni di euro del 2005 a 3.052,5 milioni, equivalente a una riduzione complessiva di risorse di 20,5 milioni, rispetto al bilancio iniziale dell’anno in corso.
«Questo è solo l’inizio, sono i tagli previsti a gennaio - spiega il sindaco, che non perde l’occasione di parlare ancora una volta della Finanziaria -. Se dovesse passare il maxi emendamento in discussione in questi giorni in Parlamento, la riduzione a giugno dovrà essere di 239 milioni». Veltroni spiega poi nel dettaglio quali sono i tagli previsti: 12,5 milioni di euro quelli alle spese di funzionamento, 3 alle risorse tecnologiche, 9 milioni al piano regolatore, 4 milioni alla mobilità, 6,3 milioni a contributi alle imprese, 2,5 milioni allo sviluppo locale ed economico, 7,7 milioni al patrimonio, 19,5 milioni ai municipi. La cifra complessiva di questi tagli ammonta a 63,5 milioni di euro. Ai quali, però, bisogna aggiungere circa 43 milioni che saranno spesi per agevolare alcuni settori e iniziative. Si risparmiano quindi circa 64 milioni, ma se ne spendono 43: la differenza è appunto di circa 21 milioni di euro, che è la differenza contabile fra il bilancio 2005 e il bilancio 2006.
«Abbiamo rispettato i vincoli predisposti dalla Finanziaria - continua Veltroni -; ma, allo stesso tempo, siamo riusciti a salvaguardare il livello dei servizi essenziali e a mantenere in essere alcuni contratti. Non vogliamo buttare per strada nessuno, ma non vogliamo nemmeno rinunciare a quei livelli che ci hanno permesso di diventare un modello da imitare». Si è quindi previsto di destinare 43 milioni a servizi e iniziative definite «irrinunciabili». Quali sono queste iniziative irrinunciabili? Eccone alcune: verranno aperti dieci nuovi asili nido, equivalenti a più di 600 posti di lavoro, per una spesa complessiva di circa 6 milioni; si cercherà (in che modo non è dato sapere) di dare sostegno all’emergenza abitativa, con uno stanziamento di sette milioni di euro, grazie anche al contributo della Regione Lazio. Verranno aperti tre nuovi musei (Ara Pacis, Museo Bigotti e Giardino Romano) al costo di un milione di euro, a cui bisogna aggiungere 500mila euro per la vigilanza armata richiesta dalla prefettura. Sarà, invece, di 40 milioni la spesa corrente del 2006 prevista per la manutenzione di 800 chilometri di strade. Viene inscritto in bilancio anche il piano di 680 assunzioni (300 vigili urbani, 200 istruttori amministrativi, 150 educatori di asili nido, 30 assistenti sociali), relativo a concorsi che erano già stati banditi prima della presentazione della legge finanziaria, con conseguente obbligo di copertura a carico dell’amministrazione.
«Per la prima volta non abbiamo un bilancio in espansione - dichiara l’assessore al Bilancio, Marco Causi -. Non solo non ci espandiamo, ma se non interverranno modifiche alla finanziaria o nella normativa alla finanza locale a giugno saremmo costretti a ridurre di venti milioni di euro le risorse destinate al personale, di 86 milioni di euro le spese di funzionamento e di 133 milioni di euro quelle destinate ai servizi». Ironizza Federico Mollicone, capogruppo di An in I municipio: «Questa pantomima - afferma - ricorda più la trama di un film Disney che la finanza pubblica. Il pianto di coccodrillo del sindaco non tiene conto, infatti, dei milioni di euro finanziati dal governo attraverso Roma Capitale e le molte opere su cui il Comune è in ritardo. Sull’Ara pacis - conclude Mollicone - si sfiora il ridicolo, includendo la discutibile opera di Meyer ancora incompleta e nonostante questo inaugurata».