Ora Veltroni dice no al correntismo: "Grottesco"

"Se questa fosse stata una riunione di corrente io non avrei partecipato perchè le logiche del correntismo finiscono per avere aspetti grotteschi", lo ha detto Walter Veltroni, a un anno di distanza dalle sue dimissioni da segretario del Pd, a un seminario di Area Democratica

Roma - Frizioni e agitazioni nel Pd. "Se questa fosse stata una riunione di corrente io non avrei partecipato perchè le logiche del correntismo finiscono per avere aspetti grotteschi: ci sono partiti caotici e centralismo democratico nelle correnti. Quanto di peggio possa esistere". Lo ha detto l’ex segretario del Pd Walter Veltroni nel corso del suo intervento al seminario promosso da Area Democratica a Roma, alla presenza della candidata alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino. L’intervento di Veltroni arriva a quasi un anno esatto dalle sue dimissioni da segretario del partito. "Di recente Gianfranco Fini - ha proseguito l’ex sindaco di Roma - con il quale, da posizioni distanti a volte arriviamo a risultati coincidenti, ha parlato di collegi uninominali e di partiti leggeri. I partiti pesanti sono spesso dominati da apparati politici sganciati dalla realtà. In certe zone d’Italia - ha aggiunto - un consigliere regionale è padrone del partito, i partiti sono ancelle dei potenti. Non da ora sogno un paese più chiaro e più limpido".

"Io non alzo affatto bandiera bianca, forse a qualcuno piacerebbe. Io voglio che tutti insieme alziamo la bandiera della democrazia ogni giorno infangata e ogni giorno lei vilipesa". Così la candidata presidente alla Regione Lazio Emma Bonino è intervenuta all’apertura della campagna elettorale dell’Italia dei Valori presso l’Auditorium di Confindustria a proposito della minaccia da parte della stessa candidata e di Marco Pannella, contenuta in una nota diffusa nella tarda serata di ieri, di ritirarsi dalla competizione elettorale in quanto sarebbero negati gli accessi alle trasmissioni televisive. "Ho posto a tutti e alle istituzioni il problema della legalità e del processo democratico, a partire dalla Rai, fino ai comuni e ai 300mila autenticatori - ha spiegato Bonino - Nessuno pare ricordarsi di quali sono i propri obblighi di legge. Tutto questo è stato tradotto da alcuni esponenti di caste varie come se fosse una minaccia, una finta, un bluff. Alcuni addirittura l’hanno definita stamattina una rinuncia, un qualcuno che alza bandiera bianca. Io sono abituata ad essere spesso derisa - ha proseguito la radicale - molto spesso dileggiata e me ne addoloro dal punto di vista umano forse, ma non mi fanno paura perchè certe derisioni sono il senso di una coda di paglia".

Bonino indecisa: "Non alzo bandiera bianca"
"Io non alzo affatto bandiera bianca, forse a qualcuno piacerebbe. Io voglio che tutti insieme alziamo la bandiera della democrazia ogni giorno infangata e ogni giorno lei vilipesa". Così la candidata presidente alla Regione Lazio Emma Bonino è intervenuta all’apertura della campagna elettorale dell’Italia dei Valori presso l’Auditorium di Confindustria a proposito della minaccia da parte della stessa candidata e di Marco Pannella, contenuta in una nota diffusa nella tarda serata di ieri, di ritirarsi dalla competizione elettorale in quanto sarebbero negati gli accessi alle trasmissioni televisive. "Ho posto a tutti e alle istituzioni il problema della legalità e del processo democratico, a partire dalla Rai, fino ai comuni e ai 300mila autenticatori - ha spiegato Bonino - Nessuno pare ricordarsi di quali sono i propri obblighi di legge. Tutto questo è stato tradotto da alcuni esponenti di caste varie come se fosse una minaccia, una finta, un bluff. Alcuni addirittura l’hanno definita stamattina una rinuncia, un qualcuno che alza bandiera bianca. Io sono abituata ad essere spesso derisa - ha proseguito la radicale - molto spesso dileggiata e me ne addoloro dal punto di vista umano forse, ma non mi fanno paura perchè certe derisioni sono il senso di una coda di paglia".