Ora Viglianese sperimenta il thriller di risate

Dopo il grande successo ottenuto con Dio perdona, il meccanico no!, Sergio Viglianese e Marco Terenzi inaugurano il nuovo cartellone del teatro de’ Servi con un giallo tutto da ridere. Omicidio a luci rotte (titolo parodia del thriller di Brian de Palma) racconta la storia di uno sfortunato bancario col vizio delle scommesse appena lasciato dalla moglie e costretto a chiedere asilo a casa del migliore amico. Già dall’intempestivo trillo del campanello (è la serata di Manchester-Roma 7-1) si capisce che le cose non andranno proprio per il verso giusto. Se poi ci si mette di mezzo anche la tv - che annuncia in diretta l’omicidio di un boss della mafia russa ad opera di un uomo che somiglia come una goccia d’acqua all’uomo sfrattato - l’affare si complica e trovare la soluzione non sarà semplice. Debiti di gioco e puntate impossibili, allibratori dai capelli d’acciaio e matrimoni-prigione, misteriose zoppie e profezie di Nostradamus, scommesse legalizzate e fucili di ferro, il Grande Fratello e Totti presidente del Consiglio per scoprire alla fine che forse è tutta una questione di gelosia.
Nonostante una trama esile che si avvale di salti temporali («Dopo Tarantino sembra vietato scrivere una storia con un inizio e una fine normali») e qualche evitabile ripetizione (il testo è dei due attori con Terenzi che firma anche la regia) si ride, e molto, in Omicidio a luci rotte grazie soprattutto alla contagiosa effervescenza di Viglianese che ben si sposa con l’umorismo straniato e surreale del suo compagno di scena. Un’ora e mezza di salutare divertimento.
Curiosità: presentandosi al botteghino del teatro il martedì e il mercoledì con un oggetto attinente al tema dello spettacolo proposto (in questo caso una lampadina rotta), si potrà usufruire di uno sconto sul prezzo del biglietto. Repliche fino a domenica.