«Ora per vincere il titolo conto solo su me stesso»

nostro inviato

a Hockenheim
Schumi ha in mano una birra, snobba con serenità la bottiglia di champagne posta sul tavolo del motorhome Ferrari. Seduta accanto c’è sua moglie Corinna che fa a botte con il trucco. Gli anni passano per tutti. Tutt’attorno gli amici di sempre e la sua famiglia adottiva: per cui Jean Todt, Ross Brawn, Paolo Martinelli, Luca Baldisseri, chi gran capo, chi direttore tecnico, chi papà dei motori, chi coordinatore degli ingegneri di pista. C’è persino il suo ex massaggiatore, c’è Felipe Massa con la fidanzata e una nidiata di amici tutti con maglietta rossa da autografare. Tra un sorso di birra e l’altro, il cannibale tedesco porta a termine anche questa missione. Schumi ha appena conquistato il quinto Gp dell’anno, vittoria numero 89; ha appena azzannato gli stinchi di Alonso, della Renault, di Briatore. Solo undici punti lo separano. Ha persino appena concluso la fatica suprema, quella che più lo stressa: parlare con la stampa. Ha detto questo: «Se solo penso a come eravamo messi nel 2005, non avrei mai creduto di potermi trovare con un’auto così forte a questo punto della stagione. È il frutto della nostra dedizione, del fatto che non abbiamo mai mollato, neppure nei momenti peggiori. Non ci siamo mai fermati ed è per questo che siamo tornati».
E Felipe Massa, al primo anno accanto a lei, come lo giudica?
«Sta facendo una gran lavoro, anche qui, in gara, è stato perfetto. E poi nei giorni scorsi, durante i test. È stato lui a scegliere queste gomme fantastiche».
Pensa di poter mantenere questo livello di competitività anche nelle prossime gare?
«Sì. Quello che però non mi sarei aspettato è di riuscire a fare un altro passo in avanti tra il Gp scorso, in Francia, e questo. Ora dobbiamo continuare così, dobbiamo mettere sempre più sotto pressione Alonso: ho la sensazione, visto che il prossimo Gp è a Budapest domenica, che chi ha punti deboli abbia poco tempo per recuperare... E noi, al momento, non abbiamo punti deboli».
Che effetto le fa aver rosicchiato altri sei punti ad Alonso.
«Sono strafelice. Anche perché credo che potremo prenderne più di due anche in altre corse».
Vuol dire che può vincere il titolo senza più confidare in un guaio dello spagnolo o nell’aiuto di Massa?
«Esatto: significa che posso vincere questo mondiale contando solo sulle mie forze. Via radio, subito dopo il trionfo, il mio ingegnere mi ha detto: “Puoi vincere il titolo da solo, potresti anche vincere le prossime sei gare... non dipendi più da Alonso e da quello che fanno alla Renault”. È vero, e questo mi fa piacere: prima lui poteva finire sempre secondo e anche vincendo tutte le corse non sarei stato campione. Ora no. Certo, conquistare sei Gp sarà difficile, ma queste ultime tre vittorie non possono che darmi grande fiducia».
Ma che cosa è migliorato in questa macchina?
«Tutto».
Le gomme un po’ di più?
«No, tutto».
I fan tedeschi hanno scritto: «Se lasci le corse ci mancherai».
«Anche loro mi mancheranno».
Vuol dire che lascia?
«Vuol dire che se mai accadrà, mi mancheranno».
Dominerà anche domenica a Budapest?
«Penso che saremo molto forti, ma non domineremo come qui: però potremmo di nuovo fare doppietta; chissà, anche se con un vantaggio minore rispetto agli altri».
Lo ammetta: è felice per il successo, ma anche perché la Renault senza il mass damper non va più come prima?
«Questa è solo una speculazione e io non voglio commentare».
Non c’è bisogno. Aveva commentato il giorno prima, aveva detto: «Il mass damper della Renault? Se li aiuta? Mettiamola così: in F1, su una formula uno, non si mette mai qualcosa che non serva ad andare più veloce». Stavolta ha ragione lui.