Ora Viterbo e Latina vogliono archiviare un Natale «magro»

Bilancio soddisfacente a Latina e provincia per l’apertura della stagione dei saldi, con molti negozi che sono rimasti aperti anche ieri nonostante il picco di acquisti si sia registrato nel giorno di apertura. Affari comunque in aumento rispetto a un Natale magro. «Registriamo un incremento come ci si attendeva e come è normale in un periodo del genere, soprattutto nella fase di avvio delle vendite con sconti - ha detto Italo Di Cocco, presidente dell’Ascom di Latina -, sta andando bene e un primo bilancio è positivo ma dobbiamo attendere qualche altro giorno prima di parlare di una tendenza».
Sta funzionando anche l’intesa «Saldi chiari» realizzata dalla stessa associazione, aderente alla Confcommercio, e da quella dei consumatori Adiconsum. Una serie di regole che vengono esposte anche nei negozi, e sono decine, che hanno aderito. «I commercianti confermano la serietà della categoria - ha detto Di Cocco -, spesso si tende a fare delle generalizzazioni ma questo è sbagliato». Ai numeri dedicati alle proteste per il mancato rispetto dell’accordo non sono arrivate telefonate. «È positivo - ha detto Angelo Carcasole dell’Adiconsum -, gli unici problemi riguardano taglie o misure che non si trovano ma questo è un rischio che si corre quando si aspettano i saldi».
All’insegna dell’ottimismo il primo bilancio sui saldi a Viterbo e provincia. Tuttavia, come sottolineano gli addetti ai lavori e le associazioni di categoria, l’alto afflusso di clienti nei negozi registrato sabato è solo un segnale positivo, che dovrà trovare conferma nei prossimi giorni. «La partenza positiva dei saldi - dicono alla Confesercenti di Viterbo - non deve farci dimenticare che la stagione regolare non è stata certo esaltante. È vero che le vendite nei primi mesi del 2005 hanno avuto un incremento del 4-5% rispetto allo stesso periodo del 2004, ma restano ancora una decina di punti percentuali al di sotto del 2003».
Secondo Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti, il buon andamento dell’avvio svendite non risolve i molti problemi del settore. «Auspichiamo - dice Peparello - che la Regione voglia finalmente varare norme certe sui saldi, che diano garanzia ai commercianti e ai clienti. Inoltre, noi siamo dell’opinione che le svendite dovrebbero iniziare a fine gennaio e durare molto meno. Sei settimane sono troppe e finiscono per favorire forme di concorrenza sleale che penalizzano venditori e clienti». Per quanto riguarda la proposta di autorizzare l’apertura dei negozi domenica prossima, i pareri sono molto cauti. «Bisogna calcolare con attenzione i costi, che sono certi, e i ricavi, solo presumibili - dice un commerciante di Viterbo -. Forse sarebbe stato più opportuno tenere aperto oggi, domenica prossima l’interesse potrebbe essere già notevolmente diminuito».