Orchestrali in lutto, i bagarini pure: è la prima della Scala

Biglietti stracciati al mercato nero e 40 musicisti senza giacca

Non c’è niente da fare, la maledizione di Wagner si è abbattuta implacabile sul Teatro alla Scala. Certo la Prima è salva, come è stato comunicato ieri: Cgil, Cisl e Uil, infatti, hanno accettato le proposte economiche del Sovrintendente, ma non tutti. I duri e puri del sindacato autonomo della Fials (40 su 138 orchestrali) insoddisfatti, suoneranno senza la giacca, con la camicia listata a lutto. Questo quanto dovrebbero aver deciso dopo la riunione di ieri, tenutasi a porte chiuse e sotto il massimo segreto. Una prima in tono minore, insomma, quella di domani, con orchestrali senza giacca, signore in nero, il colore di quest’anno, e in un clima di austerità generalizzata.
La maledizione di Wagner, infatti, non ha colpito solo i musicisti, ma anche gli affari. Non quelli della Scala, ma quelli «neri» dei bagarini, che quest’anno si trovano in grandi difficoltà. Con la spada di Damocle dello sciopero, infatti, non hanno comprato i biglietti, che adesso sono introvabili, e per i quali i «milanesi sembrano non avere intenzione di spendere più di tanto». Ecco allora che parte la campagna di sconti per vendere almeno quei pochi biglietti che sono sul mercato «nero».
«Da quando la Scala si è trasferita agli Arcimboldi - è l’amaro commento di uno dei bagarini storici - non si vende quasi più niente. Quest’anno poi, con tutte queste minacce di sciopero della prima... biglietti per la platea non ce ne sono. Solo qualcosa in galleria, ma in terza fila a 350 euro e qualcosa in loggione a 200 euro». Il numero esiguo di biglietti disponibili dipende anche da un altro fattore, non del tutto trascurabile: su 2140 posti in teatro, infatti, 800 sono riservati al Comune che significa a ministri, capi di Stato, sindaci e commissari.
«Biglietti in platea no - conferma il capo dei bagarini, il russo Roland in Italia da 18 anni - quelli si sarebbero venduti due settimane fa, ma con la minaccia di sciopero... Ora ho i biglietti per le gallerie, posti buoni. I prezzi? A più di 1200 euro non vanno e pensare che anni fa si vendevano a 2000-2500 euro». Non serve andare molto indietro con la memoria, in realtà: l’anno scorso per l’Aida di Zeffirelli i biglietti erano stati venduti in rete a 2400 euro. È vero anche che l’anno scorso, a differenza di questo, circolavano in rete messaggi di «disperati» disposti a tutto pur di assistere anche all’ultima replica dell’opera.
I veri melomani, quelli che si svegliano all’alba e stanno ore in piedi sotto la pioggia e al freddo pur di aggiudicarsi un posto in loggione, si ritroveranno anche questa notte, oggi pomeriggio alle 16 e ancora domani alle 8,30 e alle 14,30. Vince il più paziente, il più resistente o il più appassionato? Chi sarà sopravvissuto a freddo, stanchezza e sonno, potrà finalmente sistemarsi in uno dei 140 posti del loggione. Alle 17, forse, il maestro Barenboim potrà tirare un sospiro di sollievo: l’ultimo atto della maledizione di Wagner, infatti, è la selva di fischi promessa dai loggionisti per accogliere gli orchestrali «in lutto», «indecorosa mancanza di rispetto per il pubblico» e un affronto alla superstizione.