Ordigno in Afghanistan, muore militare italiano "Avanti con le missioni"

Un mezzo italiano coinvolto dall’esplosione di un ordigno
posizionato lungo la strada, uccidendo un
militare italiano. Calderoli: "Basta lacrime, bisogna cambiare". Ma La Russa:  "No al riesame delle missioni quando c'è una tragedia"

Bakwa - Ancora sangue in Afghanistan. Non lontano dal villaggio di Caghaz, a 16 chilometri a ovest di Bakwa, un mezzo italiano è saltato in aria dopo l’esplosione di un ordigno posizionato lungo la strada. Il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, originario di Pomigliano d’Arco in provincia di Napoli e appartenente al battaglione logistico "Ariete" di Maniago, è rimasto ucciso. Nell’attentato è rimasto ferito un altro militare italiano, effettivo al 186.mo reggimento Folgore di Siena, colpito a una gamba. Dallo Stato maggiore della Difesa precisano che "non risulta essere in pericolo di vita". Il militare, secondo quanto riferito dallo stato maggiore della Difesa, è stato trasportato in elicottero presso l’ospedale da campo americano di Farah. Lo stesso paracadutista ha informato direttamente i propri familiari rassicurandoli sulle sue condizioni di salute.

Il cordoglio della politica "E' una delle cose che possono accadere ogni giorno - ha spiegato il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto - il Gulistan è diventato uno dei luoghi più pericolosi al mondo. Questo tipo di attacchi è il pericolo più grave per i nostri militari, perché è impossibile prevederli". Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha subito espresso il proprio cordoglio per la perdita del militare e la propria solidarietà e sincera vicinanza alla famiglia del giovane ucciso: "Nostro compito, anche in momenti così duri è di mantenere ferma la rotta, per portare a termine il nostro lavoro". Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso "solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto" e l'augurio di "pronta guarigione" al militare ferito.

Napolitano: partecipazione al dolore "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge in una nota - appresa con profonda commozione la notizia del grave attentato avvenuto nei pressi di Bakwa, in Afghanistan, in cui un militare italiano ha perso la vita e un altro è rimasto ferito, entrambi impegnati nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, esprime - rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese - i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto, e di pronta guarigione al militare". 

Calderoli: basta lacrime, cambiare strada "Piango anch’io per il nostro ragazzo morto oggi in Afghanistan e non so come esprimere la mia vicinanza alla sua famiglia. Ma bisogna porre fine alle lacrime, credo sia venuto il momento di cambiare strada", ha detto il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, che poi ha aggiunto: "Dobbiamo ripensare il nostro impegno subito, profittando del decreto sul rifinanziamento delle missioni all’estero e dobbiamo farlo anche alla luce della scelta fatta dal presidente Obama che ha deciso di ridurre drasticamente l’impegno Usa. Del resto sta finalmente prevalendo il concetto che la democrazia non si esporta. E tantomeno lo si fa con le armi". "D’altra parte - sostiene Calderoli - la storia ci ha insegnato e ci sta insegnando che la soluzione dei problemi internazionali, a partire da quello del terrorismo, non sono le guerre locali, non sono i bombardamenti su singole nazioni. Ce lo sta insegnando anche la Libia che una guerra serve davvero a poco, se non a lasciare lutti".

La Russa: la strategia non cambia "Non credo che qualcuno, dopo la drammatica morte del caporal maggiore capo Gaetano Tuccillo, possa immaginare che in funzione di questo cambi la strategia o la partecipazione italiana. Sarebbe un torto soprattutto a Tuccillo e agli altri come lui che hanno perso la vita", ha replicato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Sky Tg24. "Abbiamo un compito da esaurire nel tempo più breve possibile, cercando di ridurre al minimo i rischi che ci saranno sempre ed è quello che facciamo. Possiamo tagliare su tutto ma non taglieremo mai nulla su ciò che ha a che vedere con la sicurezza dei nostri militari impegnati nelle missioni internazionali".